Liturgia di San Giovanni Damasceno

Commento alle Letture tratto dal MESSALE DELL'ASSEMBLEA CRISTIANA - FESTIVO opera del CENTRO CATECHISTICO SALESIANO Leumann (Torino) Editori ELLE DI CI - ESPERIENZE - EDIZIONI O.R. - QUERINIANA

 

   

4 DICEMBRE
SAN GIOVANNI DAMASCENO

sacerdote e dottore della Chiesa
(650-753)

Memoria facoltativa

 

LETTURE: 2 Tm 1,13-14; Sal 36; Lc 6,43-45

  

Nato a Damasco, forse da una famiglia araba cristiana, fu come il padre un magistrato, ma presto abbandonò tutto e si fece monaco nella «laura» di san Saba. Fatto sacerdote dal vescovo di Gerusalemme, si dedicò a raccogliere nei suoi scritti il pensiero dei Padri, dei quali chiude in Oriente la splendida serie. Si sentì figlio della cultura bizantina e scrisse in greco. Reagì con vigoria contro le pretese degli «iconoclasti» che volevano distruggere le immagini sacre. Oltre a numerose opere, lasciò ispirati inni liturgici. Morì forse ultracentenario. Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa.
Anche la Chiesa occidentale mantiene e favorisce le immagini, purché siano insieme: autentici valori didattici e artistici che aggiungano «la propria voce al mirabile concento di gloria che uomini eccelsi innalzarono nei secoli passati alla fede cattolica». Perciò essa mantiene l’uso di esporre nelle chiese alla venerazione dei fedeli tali immagini sacre.
 

 
Tu mi hai chiamato, Signore, a servire i tuoi discepoli

Dalla «Dichiarazione di fede» di san Giovanni Damasceno, sacerdote.
Tu, Signore, mi hai tratto dai fianchi di mio padre; tu mi hai formato nel grembo di mia madre; tu mi hai portato alla luce, nudo bambino, perché le leggi della nostra natura obbediscono costantemente ai tuoi precetti. Tu hai preparato con la benedizione dello Spirito Santo la mia creazione e la mia esistenza, non secondo volontà d’uomo o desiderio della carne, ma secondo la tua ineffabile grazia. Hai preparato la mia nascita con una preparazione che trascende le leggi della nostra natura, mi hai tratto alla luce adottandomi come figlio, mi hai iscritto fra i discepoli della tua Chiesa Santa e immacolata.
Tu mi hai nutrito di latte spirituale, del latte delle tue divine parole. Mi hai sostentato con il solido cibo del Corpo di Gesù Cristo nostro Dio, Unigenito tuo santissimo, e mi hai inebriato con il calice divino del suo Sangue vivificante, che egli ha effuso per la salvezza di tutto il mondo.
Tutto questo, Signore, perché ci hai amati e hai scelto come vittima, in vece nostra, il tuo diletto Figlio unigenito per la nostra redenzione, ed egli accettò spontaneamente; senza resistere, anzi come uno che era destinato al sacrificio, quale agnello innocente si avviò alla morte da se stesso, perché, essendo Dio, si fece uomo e si sottomise, di propria volontà, facendosi
«obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fi12, 8).
E così, o Cristo mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere sulle tue spalle me, pecorella smarrita, e farmi pascolare in pascolo verdeggiante e nutrirmi con le acque della retta dottrina per mezzo dei tuoi pastori, i quali, nutriti da te, han poi potuto pascere il tuo gregge eletto e nobile.
Ora, o Signore, tu mi hai chiamato per mezzo del tuo sacerdozio a servire i tuoi discepoli. Non so con quale disegno tu abbia fatto questo; tu solo lo sai. Tuttavia, Signore, alleggerisci il pesante fardello dei miei peccati, con i quali ho gravemente mancato; monda la mia mente e il mio cuore; guidami per la retta via come una lampada luminosa; dammi una parola franca quando apro la bocca; donami una lingua chiara e spedita per mezzo della lingua di fuoco del tuo Spirito e la tua presenza sempre mi assista.
Pascimi, o Signore, e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non mi pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo Spirito buono mi indirizzi sulla retta via; perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all’ultimo.

Tu poi, o nobile vertice di perfetta purità, nobilissima assemblea della Chiesa, che attendi aiuto da Dio; tu in cui abita Dio, accogli da noi la dottrina della fede immune da errore; con essa si rafforzi la Chiesa, come ci fu trasmesso dai Padri. 
 

 MESSALE

Antifona d'Ingresso  Dan 12,3
I saggi rifulgeranno
come lo splendore del firmamento;
coloro che insegneranno a molti la giustizia
brilleranno come stelle par sempre.
 

Cf. Qo 15,5

In médio Ecclésiæ apéruit os eius,

et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus;

stolam glóriæ índuit eum

 
Colletta
Signore, che in san Giovanni Damasceno hai dato alla tua Chiesa un insigne maestro della sapienza dei padri, f
a' che la vera fede, che egli insegnò con gli scritti e con la vita, sia sempre nostra forza e nostra luce. Per il nostro Signore...

Præsta nobis, quæsumus, Dómine, beáti Ioánnis presbyteri précibus adiuvári, ut vera fides, quam ille excellénter dócuit, sit semper lux et fortitúdo nostra. Per Dóminum.


LITURGIA DELLA PAROLA


Prima Lettura
  2 Tm 1,13-14
Custodisci il buon deposito con l'aiuto dello Spirito Santo.
 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. Custodisci il buon deposito con l'aiuto dello Spirito santo che abita in noi. 
Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri. 

Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù.


Salmo Responsoriale
  Dal Salmo 36
Risplende nei giusti la sapienza del Signore.


Confida nel Signore e f
a' il bene;
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.

Canto al Vangelo   Cf Sal 117,26.27
Alleluia, alleluia.

Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.

Alleluia.

  

  
Vangelo
  Lc 6,43-45
La bocca parla della pienezza del cuore.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore».
 
Sulle Offerte

La partecipazione ai tuoi misteri, o Padre, ci riempia della luce del tuo Spirito, che illuminò san Giovanni Damasceno e lo fece messaggero e testimone della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.

 
Sacrifícium tibi pláceat, Deus, in festivitáte beáti N. libénter exhíbitum, quo monénte, nos étiam totos tibi réddimus collaudántes. Per Christum.

 
Antifona alla Comunione 
1 Cor 1,23-24
Noi predichiamo Cristo crocifisso,
Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.
 

Lc 12,42 Fidélis servus et prudens,

quem constítuit Dóminus super famíliam suam,

ut det illis in témpore trítici mensúram

 
Dopo la Comunione

O Dio che ci hai accolti al tuo sacro convito, f
a' che per gli insegnamenti di san Giovanni Damasceno raggiungiamo un'esperienza sempre più viva del tuo amore, per rimanere in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
 

Quos Christo réficis pane vivo, eósdem édoce, Dómine, Christo magístro, ut in festivitáte beáti N. tuam discant veritátem, et eam in caritáte operéntur. Per Christum.

  

 

Sommario Liturgia


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