|
MESSALE
Antifona
d'Ingresso Sir
40,24
Dio
stabilì con lui un'alleanza di pace,
perché
presiedesse al santuario e al popolo,
così
a lui e alla sua discendenza
fu
riservata la dignità del sacerdozio per sempre.
Cf. Ez 34,11 Ez 45,23-24
Visitábo
oves meas, dicit Dóminus,
et
suscitábo pastórem qui pascat eas:
ego
autem Dóminus ero eis in Deum.
Colletta
Padre
santo, che nel Vescovo Nicola ha dato alla tua Chiesa un maestro di
fede, invitto nel difendere la verità dagli assalti dell'errore e un
pastore buono instancabile nel donarsi a tutti, dona una fede salva , e
un amore aperto e generoso al tuo popolo che lo venera come protettore.
Per il nostro Signore.
Misericórdiam tuam, Dómine, súpplices implorámus, et, beáti Nicolái
epíscopi interveniénte suffrágio, nos in ómnibus custódi perículis, ut
via salútis nobis páteat expedíta. Per Dóminum.
LITURGIA
DELLA PAROLA
Prima Lettura
Is
49,1-6
Ti
renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino alle
estremità della terra.
Dal libro del
Profeta
Isaia
Ascoltatemi,
o isole, udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra.
Mi
ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora disse il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele,
poiché ero stato stimato dal Signore
e Dio era stato la mia forza, mi disse:
«E'
troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti di Israele.
Ma io ti renderò luce delle nazioni
perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra».
Salmo
Responsoriale
Dal
Salmo 88
Canterò
senza fine l'amore del Signore.
Canterò
senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto:
«La mia grazia rimane per sempre»;
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
Dice
il Signore:
«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli.
Ho
trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l'ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.
La
mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Egli
mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».
Seconda
Lettura
Ef
4, 1-7. 11-13
Reso
idoneo per compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo.
Dalla
lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli,
vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna
della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e
pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità
dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un
solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete
stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola
fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di
tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A
ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del
dono di Cristo. E' lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come
profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere
idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo
di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della
conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura
che conviene alla piena maturità di Cristo.
Canto
al Vangelo
Alleluia,
alleluia.
Quando
il Signore verrà,
farà
mettere a tavola i suoi servi e passerà a servirli.
Alleluia.
Vangelo
Lc
12,35-40
Anche
voi tenetevi pronti
Dal
vangelo secondo Luca
In
quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate
pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a
coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli
subito, appena arriva e bussa.
Beati
quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità
vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a
servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li
troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa
sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che
non pensate».
Sulle
Offerte
Accogli,
o Signore, i doni che ti presentiamo nella solennità del tuo vescovo
Nicola, e fà che dall'oriente all'occidente possa levarsi a te l'unico
rendimento di grazie nell'accordo della voce e del cuore. Per Cristo
nostro Signore.
Hóstias, quæsumus, Dómine, quas in festivitáte beáti N. sacris altáribus
exhibémus, propítius réspice, ut, nobis indulgéntiam largiéndo, tuo
nómini dent honórem. Per Christum.
Antifona
alla Comunione
Mt
24,46-47
Beato
quel servo che il padrone al suo ritorno troverà vigilante.
In
verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni.
Cf. Jn
15,16 Non vos me elegístis,
dicit
Dóminus; sed ego elégi vos,
et
pósui vos ut eátis et fructum afferátis,
et fructus vester máneat.
Dopo
la Comunione
O Padre, che ci hai
nutrito alla mensa del tuo Figlio, fa' che sentiamo in noi la fiamma viva
del tuo amore e, imitando la fede e la carità di san Nicola andiamo
incontro con gioia al Cristo che viene. Egli vive e regna nei secoli dei
secoli.
Refécti
sacris mystériis, Dómine, humíliter deprecámur, ut, beáti N. exémplo,
studeámus confitéri quod crédidit, et ópere exercére quod dócuit. Per
Christum.
|