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LETTURE:
Dn 7,9-10.13-14;
Sal 137;
Gv 1, 47-51
Michele, nome ebraico che
vuol dire « Chi è come Dio? » viene ricordato nel libro di Daniele
del popolo eletto (Dan 10,13 e
12,1). La lettera di san Giuda (v. 9) lo presenta in lotta contro Satana
per il corpo di Mosè. Anche l’Apocalisse (12,7) ricorda il
combattimento di Michele e dei suoi angeli contro il drago. La liturgia
dei defunti lo vuole accompagnatore delle anime. Molto venerato dagli
Ebrei divenne presto assai popolare nel culto cristiano. Il 29-IX cade
l’anniversario della dedicazione di una chiesa in suo onore sulla via
Salaria (sec. V).
Gabriele «forza di Dio»,
si presentò a Zaccaria come «colui che sta al cospetto di Dio» (Lc
1,19). Portare l’annuncio di Dio è il compito che gli riconosce
Daniele (8,16; 9,21): annunziò infatti la nascita del Battista e di Gesù
Cristo (Lc 1,5-22.26-38).
Raffaele,
«Dio ha curato», compare nel libro di Tobia come
accompagnatore nel viaggio del giovane Tobia e come portatore di
salvezza al vecchio padre cieco.
San Luca mostra sovente
l’intervento degli angeli nelle origini della Chiesa perché con la
venuta di Cristo l’umanità è entrata nell’èra definitiva in cui
Dio è vicino all’uomo e il cielo è unito alla terra. Essi vengono da
Dio «inviati in servizio, a vantaggio di coloro che devono essere
salvati» (Ebr 1,14). La
nostra «azione di grazie», l’ Eucaristia, è una «concelebrazione» (cf LG 50) in cui ci uniamo agli Angeli nel triplice canto: «Santo,
Santo, Santo il Signore Dio dell’universo».
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L'appellativo
«angelo» designa
l'ufficio, non la natura
Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa
(Om. 34, 8-9; PL 76, 1250-1251)
E' da sapere che il termine «angelo» denota l'ufficio, non la natura. Infatti quei santi spiriti della patria celeste sono sempre spiriti, ma non si possono chiamare sempre angeli, poiché solo allora sono angeli, quando per mezzo loro viene dato un annunzio. Quelli che recano annunzi ordinari sono detti angeli, quelli invece che annunziano i più grandi eventi son chiamati arcangeli.
Per questo alla Vergine Maria non viene inviato un angelo qualsiasi, ma
l'arcangelo Gabriele. Era ben giusto, infatti, che per questa missione fosse inviato un angelo tra i maggiori, per recare il più grande degli annunzi.
A essi vengono attribuiti nomi particolari, perché anche dal modo di chiamarli appaia quale tipo di ministero è loro affidato. Nella santa città del cielo, resa perfetta dalla piena conoscenza che scaturisce dalla visione di Dio onnipotente, gli angeli non hanno nomi particolari, che contraddistinguano le loro persone. Ma quando vengono a noi per qualche missione, prendono anche il nome
dall'ufficio che esercitano.
Così Michele significa: Chi è come Dio?, Gabriele: Fortezza di Dio, e Raffaele: Medicina di Dio.
Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché si possa comprendere,
dall'azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio. L'antico avversario che bramò, nella sua superbia, di essere simile a Dio, dicendo: Salirò in cielo (cfr. Is 14, 13-14), sulle stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale
all'Altissimo, alla fine del mondo sarà abbandonato a se stesso e condannato
all'estremo supplizio. Orbene egli viene presentato in atto di combattere con
l'arcangelo Michele, come è detto da Giovanni: «Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago» (Ap 12, 7).
A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato Fortezza di Dio; egli veniva ad annunziare colui che si degnò di apparire
nell'umiltà per debellare le potenze maligne dell'aria. Doveva dunque essere annunziato da «Fortezza di Dio» colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte guerriero.
Raffaele, come abbiamo detto, significa Medicina di Dio. Egli infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli, e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato «Medicina di Dio» colui che venne inviato a operare guarigioni.
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MESSALE
Antifona
d'Ingresso Sal
102,20
Benedite il Signore, voi tutti suoi Angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi,
pronti al suono della sua parola.
Benedícite Dóminum, omnes Angeli eius, poténtes virtúte, qui fácitis
verbum eius, ad audiéndam vocem sermónum eius.
Colletta
O Dio, che chiami gli Angeli e gli uomini a cooperare al tuo disegno di salvezza, concedi a noi pellegrini sulla terra la protezione degli spiriti beati, che in cielo stanno davanti a te per servirti e contemplano la gloria del tuo volto. Per il nostro Signore...
Deus, qui miro órdine Angelórum ministéria hominúmque dispénsas, concéde
propítius, ut, a quibus tibi ministrántibus in cælo semper assístitur,
ab his in terra vita nostra muniátur. Per Dóminum.
LITURGIA
DELLA PAROLA
Prima
Lettura
Dn
7,9-10.13-14
Mille
miglia lo servivano.
Dal
libro del profeta Daniele
Io
continuavo a guardare,
quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco apparire, sulle nubi del cielo,
uno, simile ad un figlio di uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
che gli diede potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano;
il suo potere è un potere eterno,
che non tramonta mai, e il suo regno è tale
che non sarà mai distrutto.
oppure: Ap 12, 7-12
Michele
e i suoi angeli combattevano contro il drago.
Dal
libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli
combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi
angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il
grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e
satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui
furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel
cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi».
Salmo
Responsoriale
Dal
Salmo 137
A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia.
Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra
quando udranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore.
Canto
al Vangelo
Sal
102,20.21
Alleluia,
alleluia.
Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
suoi ministri, che fate il suo volere.
Alleluia.
Vangelo
Gv 1, 47-51
Vedrete
gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo.
Dal
vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».
Sulle
Offerte
Accogli, Signore, l'offerta della tua Chiesa; fa' che per le mani dei tuoi Angeli sia portata davanti a te e diventi per tutti gli uomini sorgente di perdono e di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Hóstias tibi, Dómine, laudis offérimus, supplíciter deprecántes, ut
eásdem, angélico ministério in conspéctum tuæ maiestátis delátas, et
placátus accípias, et ad salútem nostram proveníre concédas. Per
Christum.
Antifona
alla Comunione
Sal
137,1
Ti rendo grazie, Signore,
con tutto il cuore,
a te voglio cantare davanti agli Angeli.
Confitébor tibi, Dómine, in toto corde meo, in conspéctu Angelórum
psallam tibi.
Dopo
la Comunione
Fortifica, o Dio, il nostro spirito con la potenza misteriosa del pane eucaristico e con l'aiuto dei tuoi Angeli
fa' che avanziamo con rinnovato vigore nella via della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Pane cælésti refécti, súpplices te, Dómine, deprecámur, ut, eius
fortitúdine roboráti, sub Angelórum tuórum fidéli custódia, fortes,
salútis progrediámur in via. Per Christum.
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