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La
tentazione di monopolizzare Dio
Lo
Spirito di Dio spira dove e come vuole. Dio può suscitare figli di
Abramo anche dalle pietre.
La sua voce può servirsi, per farsi sentire, anche degli
strumenti più impensati. È questo il senso teologico della la lettura:
Dio è essenzialmente libero nel concedere i suoi doni. Egli agisce al
di fuori degli schemi mentali usuali e delle strutture consacrate,
concedendo la «profezia» anche a chi è fuori della tenda.
Nessuno ha il monopolio di Cristo
Questo è anche l'atteggiamento di Gesù (vangelo). Egli invita al
rispetto e alla fiduciosa attesa, e invita a scorgere in coloro «che
non sono dei nostri », non un potenziale nemico o un concorrente, ma
una sintonia interiore che può avere- lo sbocco positivo di un
«compagno
di fede». Anche
Gesù, come si vede, mette bene in guardia
i suoi discepoli dalla tentazione di voler avere il «monopolio» dei
doni del Signore.
Le istituzioni possono risalire anche alla iniziativa di Dio; ma ciò
che importa è l'uso che ne fanno gli uomini.
I profeti non cesseranno di ricordarlo: Iahvè è sovranamente
libero! Può benissimo fare a meno del Tempio, se in esso non riceve la
vera adorazione; il regno davidico può benissimo finire se i re non
sono a lui fedeli; Iahvè può, se lo vuole, suscitare la fede al di là
delle frontiere di Israele; persino l'alleanza del Sinai non è
eterna...
Caratteristico è anche l'atteggiamento di Gesù rispetto alle strutture
e alle istituzioni del suo popolo: le assume in tutta libertà, vale a
dire, senza mai lasciarsi asservire da esse.
Sottolinea la trascendenza di Dio nella sua iniziativa di
salvezza: lo Spirito soffia dove vuole e non è legato a nessuna
struttura umana. Le
istituzioni sono fatte per l'uomo e non l'uomo per le istituzioni.
Lo stesso atteggiamento di libertà e di rispetto ha assunto anche la
Chiesa primitiva. Certe istituzioni religiose e liturgiche rimangono,
come il convito pasquale, ma sono riempite di un significato nuovo che
deriva dal loro riferimento al mistero della Croce; altre spariranno,
come la circoncisione, il sabato, il culto del Tempio, il pellegrinaggio
a Gerusalemme.
Dio è libero
La perenne tentazione del credente è quella di sequestrare Dio, di
monopolizzarlo per sé, a proprio uso e consumo, di rinchiuderlo nelle
proprie certezze teologiche, di esaurirlo nelle proprie istituzioni
ecclesiastiche, dimenticando che egli non si lega mai le mani, che la
sua azione salvifica non si esaurisce entro i confini visibili della sua
Chiesa, e che la sua grazia scorre e arriva fino a noi anche per tanti
altri canali che non sono i segni sacramentali tradizionali.
Questa tentazione diventa più forte nel confronto delle istituzioni
ecclesiastiche, nelle quali si «cristallizza», in qualche modo, la
libera iniziativa di Dio, nel senso che esse si presentano in termini
oggettivi ed individuabili come l'eco fedele dell'ordine che Dio
intende promuovere e dei mezzi per giungervi. Tuttavia anche
queste istituzioni sono soggette e minacciate da un processo di
degradazione che può sfigurarne il volto e la missione.
Lungo tutto il corso della storia della Chiesa sono sorti dei profeti
per discernere gli appelli dello Spirito, e ogni volta una fedeltà
rinnovata al Vangelo ha ridato alla istituzione il volto della
giovinezza. Ultimamente
è stato papa Giovanni XXIII.
Ha convocato un concilio, che ha effettivamente impegnato la
Chiesa cattolica in una lettura rinnovata della volontà di Dio nei «segni
dei tempi».
Spirito o istituzione?
Nel dopo-Concilio, così ricco di fermenti e così creativo e inventivo
di iniziative e di tentativi nuovi, si è parlato molto di carismi.
Se ne parla talvolta in tono polemico, contrapponendoli
all'istituzione, per rivendicare una dimensione individuale, originale,
che si presume autentica, dell'esperienza religiosa, contro la
dimensione tradizionale, codificata, che si presume mortificante lo
spirito.
Bisogna guardarsi dagli equivoci e dalle illusioni; saper ascoltare la
voce di Dio, e con umiltà accettare gli insegnamenti di chiunque, buono
o cattivo, credente o ateo, senza presumere di noi stessi.
È
nella comunità che i carismi vengono riconosciuti.
È al «pastore»
che Dio ha affidato il compito di difendere il gregge contro gli
assalti, le insinuazioni e il fascino del male camuffato di bene.
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Foste
salvati gratuitamente
Dalla
«Lettera ai Filippesi» di san Policarpo, vescovo e martire
(Capp. 1, 1 - 2, 3; Funk 1, 267-269)
Policarpo e i presbiteri, che sono con lui, alla chiesa di Dio che
risiede come pellegrina in Filippi: la misericordia e la pace di Dio
onnipotente e di Gesù Cristo nostro salvatore siano in abbondanza su di
voi.
Prendo parte vivamente alla vostra gioia nel Signore nostro Gesù Cristo
perché avete praticato la parola della carità più autentica. Infatti
avete aiutato nel loro cammino i santi avvinti da catene, catene che
sono veri monili e gioielli per coloro che furono scelti da Dio e dal
Signore nostro. Gioisco perché la salda radice della vostra fede, che
vi fu annunziata fin dal principio, sussiste fino al presente e porta
frutti in Gesù Cristo nostro Signore. Egli per i nostri peccati accettò
di giungere fino alla morte, ma «Dio lo ha risuscitato sciogliendolo
dalle angosce della morte» (At 2, 24), e in lui, senza vederlo, credete
con una gioia indicibile e gloriosa( cfr. 1 Pt 1, 8), alla quale molti
vorrebbero partecipare; e sapete bene che siete stati salvati per
grazia, non per le vostre opere, ma per la volontà di Dio mediante Gesù
Cristo (cfr. Ef 2, 8-9).
«Perciò dopo aver preparato la vostra mente all'azione» (1 Pt 1, 13),
«servite Dio con timore» (Sal 2, 11) e nella verità, lasciando da
parte le chiacchiere inutili e gli errori grossolani e «credendo in
colui che ha risuscitato nostro Signore Gesù Cristo dai morti e gli ha
dato gloria» (1 Pt 1, 21), facendolo sedere alla propria destra. A lui
sono sottomesse tutte le cose nei cieli e sulla terra, a lui obbedisce
ogni vivente. Egli verrà a giudicare i vivi e i morti e Dio chiederà
conto del suo sangue a quanti rifiutano di credergli.
Colui che lo ha risuscitato dai morti, risusciterà anche noi, se
compiremo la sua volontà, se cammineremo secondo i suoi comandi e
ameremo ciò che egli amò, astenendoci da ogni specie di ingiustizia,
inganno, avarizia, calunnia, falsa testimonianza, «non rendendo mala
per male, né ingiuria per ingiuria» (1 Pt 3, 9), colpo per colpo,
maledizione per maledizione, memori dell'insegnamento del Signore che
disse: Non giudicate per non esser giudicati; perdonate e vi sarà
perdonato; siate misericordiosi per ricevere misericordia; con la misura
con cui misurate, sarà misurato a voi (cfr. Mt 7, 1); Lc 6, 36-38) e:
Beati i poveri e i perseguitati per causa della giustizia, perché di
essi è il regno dei cieli (cfr. Mt 5, 3. 10).
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MESSALE
Antifona
d'Ingresso Dn
3,31.29.30.43.42
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
l'hai fatto con retto giudizio;
abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia.
Omnia, quæ fecísti nobis,
Dómine, in vero
iudício fecísti,
quia peccávimus tibi,
et mandátis tuis non obodívimus;
sed da glóriam nómini
tuo,
et
fac nobíscum secúndum multitúdinem misericórdiæ tuæ.
Colletta
O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Signore.
Deus, qui omnipoténtiam tuam parcéndo máxime et miserándo maniféstas,
multíplica super nos grátiam tuam, ut, ad tua promíssa curréntes, cæléstium
bonórum fácias esse consórtes. Per Dominum.
Oppure:
O Dio, tu non privasti mai il tuo popolo della voce dei profeti; effondi il tuo Spirito sul nuovo Israele, perché ogni uomo sia ricco del tuo dono, e a tutti i popoli della terra
siano annunziate le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
LITURGIA
DELLA PAROLA
Prima Lettura Nm 11, 25-29
Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo!
Dal libro dei Numeri
In quei giorni, il Signore
scese nella nube e parlò a Mosè:
tolse parte dello spirito
che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo
spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più
in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell'accampamento, uno chiamato Eldad e l'altro
Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano
usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell'accampamento.
Un
giovane corse ad annunciarlo a
Mosè
e disse: «Eldad
e Medad profetizzano
nell'accampamento». Giosuè,
figlio di Nun, servitore di
Mosè
fin dalla sua adolescenza,
prese la parola e disse:
«Mosè,
mio signore, impediscili!».
Ma
Mosè
gli
disse: «Sei tu geloso per me?
Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il
Signore porre su di
loro il suo spirito!».
Salmo
Responsoriale
Dal Salmo 18
I precetti del Signore
fanno gioire il cuore.
La legge
del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la
testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
Il
timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i
giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le
inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.
Anche dall'orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.
Seconda
Lettura
Gc 5, 1-6
Le
vostre ricchezze sono marce.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Ora a voi,
ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre
ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro
oro e
il vostro argento
sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi
e divorerà le vostre carni
come un fuoco.
Avete
accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che
hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le
proteste dei mietitori sono giunte
alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete
ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto
ed egli non vi ha opposto
resistenza.
Canto
al Vangelo Cfr
Gv 17,17b.a
Alleluia,
alleluia.
La tua
parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.
Alleluia.

Vangelo Mc 9,38-43.45.47-48
Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo,
tagliala.
Dal vangelo secondo Marco
In quel
tempo, Giovanni
disse a Gesù: «Maestro, abbiamo
visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché
non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo
impedite, perché non c'è nessuno
che faccia un miracolo
nel mio nome e subito possa
parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi
darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete
di Cristo, in verità io vi dico,
non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo
di questi piccoli che credono
in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da
mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo,
tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con
le due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede
ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella
vita con un piede solo, anziché
con i due piedi essere gettato nella Geenna. E se il tuo occhio ti è motivo
di scandalo, gettalo via: è meglio
per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi
essere gettato nella Geenna, dove il loro verme non
muore e il fuoco non si estingue».
Sulle
Offerte
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da quest'offerta della tua Chiesa
fa' scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.
Concéde
nobis, miséricors Deus, ut hæc nostra oblátio tibi sit accépta, et per eam
nobis fons omnis benedictiónis aperiátur. Per Christum..
Antifona
alla Comunione
Sal
118,49-50
Ricorda, Signore,
la promessa fatta al tuo servo:
in essa mi hai dato speranza
nella mia miseria essa mi conforta.
Meménto
verbi tui servo tuo, Dómine,
in quo mihi
spem dedísti;
hæc me
consoláta est in humilitáte mea.
Oppure:
1
Gv 3,16
Da
questo abbiamo conosciuto l'amore di Dio:
egli ha dato la sua vita per noi,
e anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
In hoc
cognóvimus caritátem Dei:
quóniam ille
ánimam suam pro nobis pósuit;
et
nos debémus pro frátribus ánimas pónere.
Oppure:
Mc
9,47
«E' meglio per te
entrare nel regno di Dio con un occhio solo,
che essere gettato con due occhi nella Geenna» .
Dopo
la Comunione
Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nell'anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio, diventiamo eredi con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
Sit nobis, Dómine, reparátio mentis et córporis cæléste mystérium, ut simus
eius in glória coherédes, cui, mortem ipsíus annuntiándo, compátimur. Qui
vivit et regnat in sæcula sæculórum..
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