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LA SACRA BIBBIA

Edizione CEI - 1974

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Tobia  1


[1] Libro della storia di Tobi, figlio di T˛biel, figlio di AnÓniel, figlio di Aduel, figlio di GÓbael, della discendenza di Asiel, della trib¨ di NŔftali.

[2] Al tempo di SalmanÓssar, re degli Assiri, egli fu condotto prigioniero da Tisbe, che sta a sud di Kades di NŔftali, nell'alta Galilea, sopra Casor, verso occidente, a nord di Sefet.

[3] Io, Tobi, passavo i giorni della mia vita seguendo le vie della veritÓ e della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me in prigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine.

[4] Mi trovavo ancora al mio paese, la terra d'Israele, ed ero ancora giovane, quando la trib¨ del mio antenato NŔftali abbandon˛ la casa di Davide e si stacc˛ da Gerusalemme, la sola cittÓ fra tutte le trib¨ d'Israele scelta per i sacrifici. In essa era stato edificato il tempio, dove abita Dio, ed era stato consacrato per tutte le generazioni future.

[5] Tutti i miei fratelli e quelli della trib¨ del mio antenato NŔftali facevano sacrifici sui monti della Galilea al vitello che GeroboÓmo re d'Israele aveva fabbricato in Dan.

[6] Io ero il solo che spesso mi recavo a Gerusalemme nelle feste, per obbedienza ad una legge perenne prescritta a tutto Israele. Correvo a Gerusalemme con le primizie dei frutti e degli animali, con le decime del bestiame e con la prima lana che tosavo alle mie pecore.

[7] Consegnavo tutto ai sacerdoti, figli di Aronne, per l'altare. Davo anche ai leviti che allora erano in funzione a Gerusalemme le decime del grano, del vino, dell'olio, delle melagrane, dei fichi e degli altri frutti. Per sei anni consecutivi convertivo in danaro la seconda decima e la spendevo ogni anno a Gerusalemme.

[8] La terza decima poi era per gli orfani, le vedove e i forestieri che si trovavano con gli Israeliti. La portavo loro ogni tre anni e la si consumava insieme, come vuole la legge di MosŔ e secondo le raccomandazioni di Debora moglie di AnÓniel, la madre di nostro padre, poichÚ mio padre, morendo, mi aveva lasciato orfano.

[9] Quando divenni adulto, sposai Anna, una donna della mia parentela, e da essa ebbi un figlio che chiamai Tobia.

[10] Dopo la deportazione in Assiria, quando fui condotto prigioniero e arrivai a Ninive, tutti i miei fratelli e quelli della mia gente mangiavano i cibi dei pagani;

[11] ma io mi guardai bene dal farlo.

[12] PoichÚ restai fedele a Dio con tutto il cuore,

[13] l'Altissimo mi fece trovare il favore di SalmanÓssar, del quale presi a trattare gli affari.

[14] Venni cosý nella Media, dove, finchÚ egli visse, conclusi affari per conto suo. Fu allora che a Rage di Media, presso Gabael, un mio parente figlio di Gabri, depositai in sacchetti la somma di dieci talenti d'argento.

[15] Quando SalmanÓssar morý, gli successe il figlio SennÓcherib. Allora le strade della Media divennero impraticabili e non potei pi¨ tornarvi.

[16] Al tempo di SalmanÓssar facevo spesso l'elemosina a quelli della mia gente;

[17] donavo il pane agli affamati, gli abiti agli ignudi e, se vedevo qualcuno dei miei connazionali morto e gettato dietro le mura di Ninive, io lo seppellivo.

[18] Seppellii anche quelli che aveva uccisi SennÓcherib, quando torn˛ fuggendo dalla Giudea, al tempo del castigo mandato dal re del cielo sui bestemmiatori. Nella sua collera egli ne uccise molti; io sottraevo i loro corpi per la sepoltura e SennÓcherib invano li cercava.

[19] Ma un cittadino di Ninive and˛ ad informare il re che io li seppellivo di nascosto. Quando seppi che il re conosceva il fatto e che mi si cercava per essere messo a morte, colto da paura, mi diedi alla fuga.

[20] I miei beni furono confiscati e passarono tutti al tesoro del re. Mi rest˛ solo la moglie Anna con il figlio Tobia.

[21] Neanche quaranta giorni dopo, il re fu ucciso da due suoi figli, i quali poi fuggirono sui monti dell'ArarÓt. Gli successe allora il figlio Assarhaddon. Egli nomin˛ Achikar, figlio di mio fratello Anael, incaricato della contabilitÓ del regno ed ebbe la direzione generale degli affari.

[22] Allora Achikar intercedette per me e io potei ritornare a ninive, poichÚ Achikar anche sotto SennÓcherib, re d'Assiria, era stato gran coppiere, custode del sigillo, primo ministro e direttore dei conti, e Assarhaddon l'aveva confermato in carica: era mio nipote.