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LA SACRA BIBBIA

Edizione CEI - 1974

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Giobbe  15


[1] Elifaz il Temanita prese a dire:

[2] Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate
in aria
e riempirsi il ventre di vento d'oriente?

[3] Si difende egli con parole senza costrutto
e con discorsi inutili?

[4] Tu anzi distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.

[5] Sì, la tua malizia suggerisce alla tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.

[6] Non io, ma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.

[7] Sei forse tu il primo uomo che è nato,
o, prima dei monti, sei venuto al mondo?

[8] Hai avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriata tu solo la sapienza?

[9] Che cosa sai tu che noi non sappiamo?
Che cosa capisci che da noi non si comprenda?

[10] Anche fra di noi c'è il vecchio e c'è il canuto
più di tuo padre, carico d'anni.

[11] Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata a te rivolta?

[12] Perché il tuo cuore ti trasporta
e perché fanno cenni i tuoi occhi,

[13] quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?

[14] Che cos'è l'uomo perché si ritenga puro,
perché si dica giusto un nato di donna?

[15] Ecco, neppure dei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi;

[16] quanto meno un essere abominevole e corrotto,
l'uomo, che beve l'iniquità come acqua.

[17] Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,

[18] quello che i saggi riferiscono,
non celato ad essi dai loro padri;

[19] a essi soli fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.

[20] Per tutti i giorni della vita il malvagio si
tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.

[21] Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.

[22] Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.

[23] Destinato in pasto agli avvoltoi,
sa che gli è preparata la rovina.

[24] Un giorno tenebroso lo spaventa,
la miseria e l'angoscia l'assalgono
come un re pronto all'attacco,

[25] perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l'Onnipotente;

[26] correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo;

[27] poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.

[28] Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.

[29] Non arricchirà, non durerà la sua fortuna,
non metterà radici sulla terra.

[30] Alle tenebre non sfuggirà,
la vampa seccherà i suoi germogli
e dal vento sarà involato il suo frutto.

[31] Non confidi in una vanità fallace,
perché sarà una rovina.

[32] La sua fronda sarà tagliata prima del tempo
e i suoi rami non rinverdiranno più.

[33] Sarà spogliato come vigna della sua uva ancor
acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,

[34] poiché la stirpe dell'empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell'uomo venale.

[35] Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva delusione.