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LA SACRA BIBBIA

Edizione CEI - 1974

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Isaia  36


[1] Nell'anno decimoquarto del re Ezechia, SennÓcherib re di Assiria assalý e si impadroný di tutte le fortezze di Giuda.

[2] Il re di Assiria mand˛ poi da Lachis a Gerusalemme contro il re Ezechia il gran coppiere con un grande esercito. Egli fece sosta presso il canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio.

[3] Gli andarono incontro Eliakým figlio di Chelkýa, il maggiordomo, SebnÓ lo scrivano e Ioach figlio di Asaf, l'archivista.

[4] Il gran coppiere disse loro: "Riferite a Ezechia: Cosý dice il grande re, il re di Assiria: Che significa questa sicurezza che dimostri?

[5] Pensi forse che la semplice parola possa sostituire il consiglio e la forza nella guerra? Ora, in chi confidi tu, che ti ribelli contro di me?

[6] Ecco, tu confidi nell'Egitto, in questo sostegno di canna spezzata che penetra la mano e la fora a chi vi si appoggia; tale Ŕ il faraone re d'Egitto per chiunque confida in lui.

[7] Se mi dite: Noi confidiamo nel Signore nostro Dio, non Ŕ forse lo stesso a cui Ezechia distrusse le alture e gli altari, ordinando alla gente di Giuda e di Gerusalemme: Vi prostrerete solo davanti a questo altare?

[8] Or bene, fÓ una scommessa con il mio signore, il re di Assiria; io ti dar˛ duemila cavalli, se puoi procurarti cavalieri per essi.

[9] Come potresti far indietreggiare uno solo dei pi¨ piccoli sudditi del mio signore? Eppure tu confidi nell'Egitto per i carri e i cavalieri!

[10] Ora, Ŕ forse contro il volere del Signore che io mi sono mosso contro questo paese per distruggerlo? Il Signore mi ha detto: Muovi contro questo paese e distruggilo".

[11] Eliakým, SebnÓ e Ioach risposero al gran coppiere: "Parla ai tuoi servi in aramaico, poichÚ noi lo comprendiamo; non parlare in ebraico alla portata degli orecchi del popolo che Ŕ sulle mura".

[12] Il gran coppiere replic˛: "Forse sono stato mandato al tuo signore e a te dal mio signore per dire tali parole o non piuttosto agli uomini che stanno sulle mura, i quali presto saranno ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina con voi?".

[13] Il gran coppiere allora si alz˛ e grid˛ in ebraico: "Udite le parole del gran re, del re di Assiria.

[14] Dice il re: Non vi inganni Ezechia, poichÚ egli non potrÓ salvarvi.

[15] Ezechia non vi induca a confidare nel Signore dicendo: Certo, il Signore ci libererÓ; questa cittÓ non sarÓ messa nelle mani del re di Assiria.

[16] Non date ascolto a Ezechia, poichÚ cosý dice il re di Assiria: Fate la pace con me e arrendetevi; allora ognuno potrÓ mangiare i frutti della propria vigna e del proprio fico e ognuno potrÓ bere l'acqua della sua cisterna,

[17] finchÚ io non venga per condurvi in un paese come il vostro, paese di frumento e di mosto, di pane e di vigne.

[18] Non vi illuda Ezechia dicendovi: Il Signore ci libererÓ. Gli dei delle nazioni hanno forse liberato ognuno il proprio paese dalla mano del re di Assiria?

[19] Dove sono gli dei di Amat e di Arpad? Dove sono gli dei di SefarvÓim? Hanno essi forse liberato Samaria dalla mia mano?

[20] Quali mai, fra tutti gli dei di quelle regioni, hanno liberato il loro paese dalla mia mano? PotrÓ forse il Signore liberare Gerusalemme dalla mia mano?".

[21] Quelli tacquero e non gli risposero neppure una parola, perchÚ l'ordine del re era: "Non rispondetegli".

[22] Eliakým figlio di Chelkýa, il maggiordomo, SebnÓ lo scrivano e Ioach figlio di Asaf, l'archivista, si presentarono a Ezechia con le vesti stracciate e gli riferirono le parole del gran coppiere.