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LA SACRA BIBBIA

Edizione CEI - 1974

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Romani  2

 
[1] Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose.

[2] Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose.

[3] Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio?

[4] O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?

[5] Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,

[6] il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere:

[7] la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità;

[8] sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia.

[9] Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco;

[10] gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco,

[11] perché presso Dio non c'è parzialità.

[12] Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge.

[13] Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.

[14] Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi;

[15] essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono.

[16] Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

[17] Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio,

[18] del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio,

[19] e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,

[20] educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità...

[21] ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi?

[22] Tu che proibisci l'adulterio, sei adultero? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi?

[23] Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge?

[24] Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto.

[25] La circoncisione è utile, sì, se osservi la legge; ma se trasgredisci la legge, con la tua circoncisione sei come uno non circonciso.

[26] Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della legge, la sua non circoncisione non gli verrà forse contata come circoncisione?

[27] E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della legge e la circoncisione, sei un trasgressore della legge.

[28] Infatti, Giudeo non è chi appare tale all'esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne;

[29] ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito e non nella lettera; la sua gloria non viene dagli uomini ma da Dio.