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Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture |
11
GIUGNO
X
SETTIMANA DEL
TEMPO ORDINARIO
-
MARTEDÌ
SAN
BARNABA (m)
Apostolo
UFFICIO
DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Adoriamo lo Spirito di Dio
che parla nei profeti e maestri della Chiesa.
SALMO 94 Invito
a lodare Dio
(
Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi »
(Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
O apostoli di Cristo,
colonna e fondamento
della città di Dio!
Dall'umile villaggio
di Galilea salite
alla gloria immortale.
Vi accoglie nella santa
Gerusalemme nuova
la luce dell'Agnello.
La Chiesa che adunaste
col sangue e la parola
vi saluta festante;
ed implora: fruttifichi
il germe da voi sparso
per i granai del cielo.
Sia gloria e lode a Cristo
al Padre ed allo Spirito,
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Affida al Signore la tua via,
ed egli compirà la sua opera.
SALMO 36, 1-11 (I) Il destino dell'empio e del giusto
Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).
Non adirarti contro gli empi, *
non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno, *
cadranno come erba del prato.
Confida nel Signore e fa’ il bene, *
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia nel Signore, *
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Manifesta al Signore la tua via, *
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, *
come il meriggio il tuo diritto.
Sta’ in silenzio davanti al Signore *
e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo, *
per l'uomo che trama insidie.
Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, *
non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati, *
ma chi spera nel Signore possederà la terra.
Ancora un poco e l'empio scompare, *
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra *
e godranno di una grande pace.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Affida al Signore la tua via,
ed egli compirà la sua opera.
2^ Antifona
Allontànati dal male, fa' il bene:
il Signore sostiene i giusti.
SALMO 36, 12-29 (II) Il destino dell'empio e del giusto
Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).
L'empio trama contro il giusto, *
contro di lui digrigna i denti.
Ma il Signore ride dell'empio, *
perché vede arrivare il suo giorno.
Gli empi sfoderano la spada
e tendono l'arco †
per abbattere il misero e l'indigente, *
per uccidere chi cammina sulla retta via.
La loro spada raggiungerà il loro cuore *
e i loro archi si spezzeranno.
Il poco del giusto è cosa migliore *
dell'abbondanza degli empi;
le braccia degli empi saranno spezzate, *
ma il Signore è il sostegno dei giusti.
Conosce il Signore la vita dei buoni, *
la loro eredità durerà per sempre.
Non saranno confusi nel tempo della sventura *
e nei giorni della fame saranno saziati.
Poiché gli empi periranno, †
i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati, *
tutti come fumo svaniranno.
L'empio prende in prestito e non restituisce, *
ma il giusto ha compassione e dà in dono.
Chi è benedetto da Dio possederà la terra, *
ma chi è maledetto sarà sterminato.
Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo *
e segue con amore il suo cammino.
Se cade, non rimane a terra, *
perché il Signore lo tiene per mano.
Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, †
non ho mai visto il giusto abbandonato *
né i suoi figli mendicare il pane.
Egli ha sempre compassione e dà in prestito, *
per questo la sua stirpe è benedetta.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, *
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli; †
gli empi saranno distrutti per sempre *
e la loro stirpe sarà sterminata.
I giusti possederanno la terra *
e la abiteranno per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Allontànati dal male, fa' il bene:
il Signore sostiene i giusti.
3^ Antifona
Spera nel Signore
e segui la sua via.
SALMO 36, 30-40 (III) Il destino dell'empio e del giusto
Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).
La bocca del giusto proclama la sapienza, *
e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore, *
i suoi passi non vacilleranno.
L'empio spia il giusto *
e cerca di farlo morire.
Il Signore non lo abbandona alla sua mano, *
nel giudizio non lo lascia condannare.
Spera nel Signore e segui la sua via: †
ti esalterà e tu possederai la terra *
e vedrai lo sterminio degli empi.
Ho visto l'empio trionfante *
ergersi come cedro rigoglioso;
sono passato e più non c'era, *
l'ho cercato e più non si è trovato.
Osserva il giusto e vedi l'uomo retto, *
l'uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i peccatori saranno distrutti, *
la discendenza degli empi sarà sterminata.
La salvezza dei giusti viene dal Signore, *
nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
il Signore viene in loro aiuto e li scampa, †
li libera dagli empi e dà loro salvezza, *
perché in lui si sono rifugiati.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Spera nel Signore
e segui la sua via.
Versetto
V. Insegnami sapienza e conoscenza:
R. ho fiducia nelle tue parole.
Prima Lettura
Dal libro di Giosuè 2, 1-24
Per fede Raab ospita gli esploratori
israeliti e li salva
In quei giorni Giosuè, figlio di Nun,
di nascosto inviò da Sittim due spie, ingiungendo: «Andate, osservate il
territorio e Gerico». Essi andarono ed entrarono in casa di una donna,
una prostituta chiamata Raab, dove passarono la notte.
Ma fu riferito al re di Gerico: «Ecco alcuni degli Israeliti sono venuti
qui questa notte per esplorare il paese». Allora il re di Gerico mandò a
dire a Raab: «Fa' uscire gli uomini che sono venuti da te e sono entrati
in casa tua, perché sono venuti per esplorare tutto il paese». Allora la
donna prese i due uomini e, dopo averli nascosti, rispose: «Sì, sono
venuti da me quegli uomini, ma non sapevo di dove fossero. Ma quando
stava per chiudersi la porta della città al cader della notte, essi
uscirono e non so dove siano andati. Inseguiteli subito e li
raggiungerete».
Essa invece li aveva fatti salire sulla terrazza e li aveva nascosti fra
gli steli di lino che vi aveva accatastato. Gli uomini li inseguirono
sulla strada del Giordano verso i guadi e si chiuse la porta, dopo che
furono usciti gli inseguitori. Quelli non si erano ancora coricati
quando la donna salì da loro sulla terrazza e disse loro: «So che il
Signore vi ha assegnato il paese, che il terrore da voi gettato si è
abbattuto su di noi e che tutti gli abitanti della regione sono
sopraffatti dallo spavento davanti a voi, perché abbiamo sentito come il
Signore ha prosciugato le acque del Mare Rosso davanti a voi, alla
vostra uscita dall'Egitto e come avete trattato i due re Amorrei, che
erano oltre il Giordano, Sicon ed Og, da voi votati allo sterminio. Lo
si è saputo e il nostro cuore è venuto meno e nessuno ardisce di fiatare
dinanzi a voi, perché il Signore vostro Dio è Dio lassù in cielo e
quaggiù sulla terra. Ora giuratemi per il Signore che, come io ho usato
benevolenza, anche voi userete benevolenza alla casa di mio padre;
datemi dunque un segno certo che lascerete vivi mio padre, mia madre, i
miei fratelli, le mie sorelle e quanto loro appartiene e risparmierete
le nostre vite dalla morte». Gli uomini le dissero: «A morte le nostre
vite al posto vostro, purché non riveliate questo nostro affare; quando
poi il Signore ci darà il paese, ti tratteremo con benevolenza e
lealtà».
Allora essa li fece scendere con una corda dalla finestra, perché la sua
casa era addossata al muro di cinta; infatti sulle mura aveva
l'abitazione. Disse loro: «Andate verso la montagna, perché non si
imbattano in voi i vostri inseguitori e là rimarrete nascosti tre giorni
fino al loro ritorno; poi andrete per la vostra strada». Le risposero
allora gli uomini: «Saremo sciolti da questo giuramento, che ci hai
fatto fare, a queste condizioni: quando noi entreremo nel paese,
legherai questa cordicella di filo scarlatto alla finestra, per la quale
ci hai fatto scendere e radunerai presso di te in casa tuo padre, tua
madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre. Chiunque allora
uscirà dalla porta di casa tua, il suo sangue ricadrà sulla sua testa e
noi non ne avremo colpa; chiunque invece sarà con te in casa, il suo
sangue ricada sulla nostra testa, se gli si metterà addosso una mano. Ma
se tu rivelerai questo nostro affare, noi saremo liberi da ciò che ci
hai fatto giurare». Essa allora rispose: «Sia così secondo le vostre
parole». Poi li congedò e quelli se ne andarono. Essa legò la cordicella
scarlatta alla finestra.
Se ne andarono dunque e giunsero alla montagna dove rimasero tre giorni,
finché non furono tornati gli inseguitori. Gli inseguitori li avevano
cercati in ogni direzione senza trovarli. I due uomini allora tornarono
sui loro passi, scesero dalla montagna, passarono il Giordano e vennero
da Giosuè, figlio di Nun, e gli raccontarono quanto era loro accaduto.
Dissero a Giosuè: «Dio ha messo nelle nostre mani tutto il paese e tutti
gli abitanti del paese sono già disfatti dinanzi a noi».
Responsorio Cfr. Gc 2, 24-26; Eb 11, 31
R. L'uomo è giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla
fede. Così anche Raab, che ospitò gli esploratori e li rimandò per altra
via. * Come il corpo senza lo spirito è morto, anche la fede senza le
opere è morta.
V. Per fede Raab, la prostituta, non perì con gl'increduli, avendo
accolto con bontà gli esploratori.
R. Come il corpo senza lo spirito è morto, anche la fede senza le opere
è morta.
Seconda Lettura
Dai «Trattati sul vangelo di Matteo» di san Cromazio, vescovo
(Tratt. 5, 1. 3-4; CCL 9, 405-407)
Voi siete la luce del mondo
«Voi siete la luce del mondo. Non può restare nascosta una città
collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il
moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono
nella casa» (Mt 5, 14-15).
Il Signore ha chiamato i suoi discepoli «sale della terra», perché
hanno dato sapore, per mezzo della sapienza celeste, ai cuori degli uomini
resi insipidi dal diavolo. Ora li chiama anche «luce del mondo» perché,
illuminati da lui stesso che è la luce vera ed eterna, sono diventati, a
loro volta, luce che splende nelle tenebre.
Egli è il sole di giustizia. Molto giustamente quindi chiama luce del
mondo anche i suoi discepoli, in quanto, per mezzo loro, come attraverso
raggi splendenti, ha illuminato tutta la terra con la luce della sua verità.
Diffondendo la luce della verità, essi hanno tolto le tenebre dell'errore
dai cuori degli uomini.
Anche noi siamo stati illuminati per mezzo di loro, così da trasformarci
da tenebre in luce, come dice l'Apostolo: «Se un tempo eravate tenebra,
ora siete luce nel Signore: comportatevi come figli della luce» (Ef 5,
8). E ancora: Voi non siete figli della notte e delle tenebre, ma figli
della luce del giorno (cfr. 1 Ts 5, 5). Ben a ragione quindi anche san
Giovanni ha lasciato scritto nella sua lettera: «Dio è luce» (1 Gv 1,
5) e chi rimane in Dio si trova nella luce. Poiché dunque ci rallegriamo
di essere stati liberati dalle tenebre dell'errore, è logico che quali
figli della luce dobbiamo camminare sempre in essa.
Per questo l'Apostolo dice ancora: Risplendete come astri in questo
mondo, attenendovi fedelmente alla parola di vita (cfr. Fil 2, 15-16).
Se non faremo questo, noi nasconderemo e oscureremo con il velo della
nostra infedeltà, a danno nostro e degli altri, quella luce che splende a
utilità di tutti. Sappiamo infatti, e lo abbiamo anche letto, che quel
servo invece di portare in banca il talento ricevuto per guadagnarsi il
cielo aveva preferito nasconderlo, e così fu colpito da giusto castigo.
Quella lucerna spirituale che è stata accesa perché ne usiamo a nostra
salvezza, deve sempre risplendere in noi. Abbiamo a nostra disposizione la
lucerna dei comandamenti di Dio e della grazia spirituale, di cui David
dice: Il tuo comandamento è lucerna ai miei piedi e luce nei miei
sentieri (cfr. Sal 118, 105). Di questa parla anche Salomone quando
afferma: Il comando della legge è come una lucerna (cfr. Pro 6, 23). Non
dobbiamo quindi tener nascosta questa lucerna della legge e della fede.
Dobbiamo anzi tenerla alta nella Chiesa, come sopra un candelabro, affinché
sia di salvezza a molti, perché noi stessi ci confortiamo alla luce della
stessa verità e tutti i credenti ne siano illuminati.
Responsorio At 11, 23-24
R. Quando Barnaba giunse ad Antiochia e vide la grazia del Signore, si
rallegrò: * era un uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e di fede,
alleluia.
V. Esortava tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore:
R. era un uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e di fede.
Orazione
O Dio, che hai scelto san Barnaba, pieno di fede e di Spirito Santo,
per convertire i popoli pagani, fa' che sia sempre annunziato fedelmente,
con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò
con coraggio apostolico. Per il nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
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