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IX SETTIMANA DEL T.O. ANNO PARI -
MERCOLEDÌ
Antifona d'Ingresso Sal 24,16.18
Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia,
perché sono triste e angosciato;
vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati.
Réspice in me, et miserére mei,
Dómine, quóniam únicus et pauper sum ego.
Vide humilitátem meam et labórem meum,
et dimítte ómnia peccáta mea, Deus meus.
Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo
disegno di salvezza, allontana da noi ogni male e dona ciò che
giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio ...
Deus, cuius providéntia in sui dispositióne non fállitur, te
súpplices exorámus, ut nóxia cuncta submóveas, et ómnia nobis
profutúra concédas. Per Dóminum.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura 2 Tm 1, 1-3. 6-12
Ravviva il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle
mie mani.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la
promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio
carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e
di Cristo Gesù Signore nostro.
Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con
coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre,
notte e giorno.
Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante
l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno
spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro,
né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio,
soffri con me per il Vangelo.
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione
santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo
progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù
fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la
manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto
la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per
mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato costituito
messaggero, apostolo e maestro.
È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so
infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è
capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato
affidato.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 122
A te, Signore, alzo i miei occhi.
Oppure:
A te, Signore, innalzo la mia preghiera.
A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni.
Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.
Canto al Vangelo Gv 11,25
Alleluia, alleluia.
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore;
chiunque crede in me non morirà in eterno.
Alleluia.
+ Vangelo Mc 12, 18-27
Non è Dio dei morti, ma dei viventi.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono
che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro,
Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di
qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la
moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette
fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza.
Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e
il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza.
Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione,
quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti
e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore,
perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando
risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né
marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che
i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel
racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio
di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei
morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
Sulle Offerte
Fiduciosi nella tua misericordia, Signore, ci accostiamo con
doni al tuo santo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo
Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro
Signore.
In tua pietáte confidéntes, Dómine, cum munéribus ad altária
veneránda concúrrimus, ut, tua purificánte nos grátia, iísdem
quibus famulámur mystériis emundémur. Per Christum.
Antifona alla Comunione Sal 16,6
Innalzo a te il mio grido e tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me il tuo orecchio, ascolta le mie parole.
Oppure: Mc 11,23.24
Dice il Signore: «In verità vi dico:
tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato».
Amen dico vobis, quidquid orántes pétitis,
crédite quia accipiétis, et fiet vobis, dicit Dóminus
Dopo la Comunione
O Padre, che ci hai nutriti con il corpo e il sangue del tuo
Figlio, guidaci con il tuo Spirito perché non solo con le
parole, ma con le opere e la vita possiamo renderti
testimonianza e così entrare nel regno dei cieli. Per Cristo
nostro Signore.
Rege nos Spíritu tuo, quæsumus, Dómine, quos pascis Fílii tui
Córpore et Sánguine, ut te, non solum verbo neque lingua, sed
ópere et veritáte confiténtes, intráre mereámur in regnum
cælórum. Per Christum. |