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XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO -
LUNEDÌ
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Dinanzi al volto del Signore
cantiamo la sua lode.
SALMO 94 Invito a lodare Dio
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi »
(Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
O Trinità beata,
oceano di pace,
la Chiesa a te consacra
la sua lode perenne.
Padre d'immensa gloria,
Verbo d'eterna luce,
Spirito di sapienza
e carità perfetta.
Rovéto inestinguibile
di verità e d'amore;
ravviva in noi la gioia
dell'agape fraterna.
O principio e sorgente
della vita immortale,
rivelaci il tuo volto
nella gloria dei cieli. Amen.
1^ Antifona
Viene il nostro Dio,
non si nasconde e non tace.
SALMO 49, 1-6 (I) Il culto gradito a Dio
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua
perfezione; disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per
dare compimento (cfr. Mt 5, 17).
Parla il Signore, Dio degli dèi, *
convoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, splendore di bellezza, *
Dio rifulge.
Viene il nostro Dio e non sta in silenzio; †
davanti a lui un fuoco divorante, *
intorno a lui si scatena la tempesta.
Convoca il cielo dall'alto *
e la terra al giudizio del suo popolo:
«Davanti a me riunite i miei fedeli, *
che hanno sancito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio».
Il cielo annunzi la sua giustizia: *
Dio è il giudice.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Viene il nostro Dio,
non si nasconde e non tace.
2^ Antifona
Offri a Dio un sacrificio di lode.
SALMO 49, 7-15 (II) Il culto gradito a Dio
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua
perfezione; disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per
dare compimento (cfr. Mt 5, 17).
«Ascolta, popolo mio, voglio parlare, †
testimonierò contro di te, Israele: *
Io sono Dio, il tuo Dio.
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; *
i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi.
Non prenderò giovenchi dalla tua casa, *
né capri dai tuoi recinti.
Sono mie tutte le bestie della foresta, *
animali a migliaia sui monti.
Conosco tutti gli uccelli del cielo, *
è mio ciò che si muove nella campagna.
Se avessi fame, a te non lo direi: *
mio è il mondo e quanto contiene.
Mangerò forse la carne dei tori, *
berrò forse il sangue dei capri?
Offri a Dio un sacrificio di lode *
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno della sventura: *
ti salverò e tu mi darai gloria».
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Offri a Dio un sacrificio di lode.
3^ Antifona
Amore voglio, non sacrifici;
non offerte, ma comunione con me,
dice il Signore.
SALMO 49, 16-23 (III) Il culto gradito a Dio
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua
perfezione; disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per
dare compimento (cfr. Mt 5, 17).
All'empio dice Dio: †
«Perché vai ripetendo i miei decreti *
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che detesti la disciplina *
e le mie parole te le getti alle spalle?
Se vedi un ladro, corri con lui; *
e degli adulteri ti fai compagno.
Abbandoni la tua bocca al male *
e la tua lingua ordisce inganni.
Ti siedi, parli contro il tuo fratello, *
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e dovrei tacere? †
Forse credevi ch'io fossi come te! *
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati».
Capite questo voi che dimenticate Dio, *
perché non mi adiri e nessuno vi salvi.
Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora, †
a chi cammina per la retta via *
mostrerò la salvezza di Dio.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Amore voglio, non sacrifici;
non offerte, ma comunione con me,
dice il Signore.
Versetto
V. Ascolta, mio popolo, ti voglio parlare:
R. io sono Dio, il tuo Dio.
Prima Lettura
Dal primo libro dei Re 18, 16b-39
Elia vince la sfida contro i sacerdoti di Baal
In quei giorni Acab si diresse verso Elia. Appena lo vide, Acab
disse a Elia: «Sei tu la rovina di Israele!». Quegli rispose:
«Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua
famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu
hai seguito Baal. Su, con un ordine raduna tutto Israele presso
di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocento cinquanta
profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che
mangiano alla tavola di Gezabele».
Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte
Carmelo. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a
quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio,
seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli
rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come
profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocento
cinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo
squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io
preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza
appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io
invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà
concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La
proposta è buona!».
Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e
cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del
vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il
giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal
mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma
non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a
saltare intorno all'altare che avevano eretto. Essendo già
mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate
con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero
oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si
sveglierà». Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni,
secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi
tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano
da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire
i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un
segno di attenzione.
Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si
avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era
stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero
delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore
aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un
altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di
contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il
giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro
brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed
essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi
ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo
fecero per la terza volta. L'acqua scorreva intorno all'altare;
anche il canaletto si riempì d'acqua. Al momento dell'offerta si
avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di
Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e
che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo
comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia
che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!».
Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le
pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. A tal
vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore
è Dio! Il Signore è Dio!».
Responsorio 1 Re 18, 21; Mt 6, 24
R. Elia disse a tutto il popolo: Fino a quando zoppicherete con
i due piedi? * Se il Signore è Dio, seguitelo!
V. Nessuno può servire a due padroni. non potete servire a Dio e
a mammona.
R. Se il Signore è Dio, seguitelo!
Seconda Lettura
Dal trattato «Sui misteri» di sant'Ambrogio, vescovo
(Nn. 8-11; SC 25 bis, 158-160)
Rinasciamo dall'acqua e dallo Spirito Santo
Che cosa hai visto nel battistero? L'acqua certamente, ma non
essa sola: là c'erano i leviti che servivano e il sommo
sacerdote che interrogava e consacrava. Prima di ogni altra cosa
l'Apostolo ti ha insegnato che non dobbiamo «fissare lo sguardo
sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose
visibili sono d'un momento, quelle invisibili invece sono
eterne» (2 Cor 4, 18). E altrove tu leggi che «dalla creazione
del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio possono essere
contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come
la sua eterna potenza e divinità» (Rm 1, 20) è riconosciuta
attraverso le sue opere. Per questo il Signore stesso dice:
«Anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere» (Gv
10, 38). Credi dunque che là vi è la presenza della divinità.
Crederesti, infatti, alla sua azione e non crederesti alla sua
presenza? Come potrebbe seguirne l'azione, se prima non
precedesse la presenza?
Considera, del resto, come questo mistero è antico e prefigurato
fin dall'origine stessa del mondo. In principio, quando Dio fece
il cielo e la terra «lo Spirito», dice il testo, «aleggiava
sulle acque» (Gn 1, 2). Forse non agiva quello che aleggiava?
Riconosci che era in azione quando si costruiva il mondo, mentre
il profeta ti dice: «Dalla parola del Signore furono fatti i
cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32,
6). Sulla testimonianza profetica sono appoggiate ambedue le
cose: che aleggiava e che operava. Che aleggiasse lo dice Mosè,
che operasse lo attesta Davide.
Ecco un'altra testimonianza. Ogni uomo era corrotto a causa dei
suoi peccati. E soggiunge: «Il mio spirito non resterà sempre
nell'uomo, perché egli è carne» (Gn 6, 3). Con ciò Dio dimostra
che con l'immondezza della carne e con la macchia di una colpa
assai grave la grazia spirituale si allontana. Così Dio, volendo
ristabilire quello che aveva dato, fece venire il diluvio e
ingiunse a Noè, giusto, di salire nell'arca. Cessando il diluvio
prima mandò fuori il corvo, in un secondo tempo fece uscire la
colomba, la quale, a quanto si legge, ritornò con un ramo
d'olivo. Tu vedi l'acqua, tu vedi l'arca, tu osservi la colomba,
e dubiti del mistero?
L'acqua è quella nella quale viene immersa la carne perché sia
lavato ogni suo peccato. In essa è sepolta ogni vergogna. Il
legno è quello al quale fu affisso il Signore Gesù quando pativa
per noi. La colomba è quella nella cui figura discese lo Spirito
Santo, come hai imparato nel Nuovo Testamento: lo Spirito Santo
che ti ispira pace nell'anima e tranquillità alla mente.
Responsorio Is 44, 3. 4; Gv 4, 14
R. io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul
terreno arido. Spanderò il mio Spirito, * cresceranno come
salici lungo acque correnti.
V. L'acqua che io darò diventerà una sorgente di acqua che
zampilla per la vita eterna;
R. cresceranno come salici lungo acque correnti.
Orazione
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché
possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si
professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo
nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio. |