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5 GENNAIO
FERIA DEL TEMPO DI NATALE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Venite adoriamo il Signore,
che è nato per noi.
Oppure:
Cristo è nato per noi:
venite adoriamo.
SALMO 94 Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o
66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi »
(Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
Fiorì il germoglio di Iesse,
l'albero della vita
ha donato il suo frutto.
Maria, figlia di Sion,
feconda e sempre vergine,
partorisce il Signore.
Nell'ombra del presepe,
giace povero ed umile
il creatore del mondo.
Il Dio che dal Sinai
promulgò i suoi decreti,
obbedisce alla legge.
Sorge una nuova luce
nella notte del mondo:
adoriamo il Signore!
A te sia gloria, Cristo,
con il Padre e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Chi si fa piccolo come un bambino
sarà il più grande nel regno dei cieli.
SALMO
130 Confidare in Dio come il bimbo nella madre
Imparate da me che sono mite ed umile di cuore (Mt 11,29)
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore *
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, *
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno †
come bimbo svezzato in braccio a sua madre, *
come un bimbo svezzato è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore, *
ora e sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Chi si fa
piccolo come un bambino
sarà il più grande nel regno dei cieli.
2^ Antifona
In sincerità e
gioia, mio Dio,
offro a te tutti i tuoi doni.
SALMO 131, 1-10 (I) Le promesse divine fatte a Davide
Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre (Lc 1, 32).
Ricordati, Signore, di Davide, *
di tutte le sue prove,
quando giurò al Signore, *
al Potente di Giacobbe fece voto:
«Non entrerò sotto il tetto della mia casa, *
non mi stenderò sul mio giaciglio,
non concederò sonno ai miei occhi *
né riposo alle mie palpebre,
finché non trovi una sede per il Signore, *
una dimora per il Potente di Giacobbe».
Ecco, abbiamo saputo che era in Efrata, *
l'abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora, *
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo, *
tu e l'arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia, *
i tuoi fedeli cantino di gioia.
Per amore di Davide tuo servo *
non respingere il volto del tuo consacrato.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
In sincerità e
gioia, mio Dio,
offro a te tutti i tuoi doni.
3^ Antifona
Dio ha dato al
Cristo il trono di Davide,
il suo regno sarà senza fine.
SALMO 131, 11-18 (II) Elezione di Davide e di Sion
Ora appunto ad Abramo e alla sua discendenza furono fatte le
promesse ... cioè a Cristo (Gal 3, 16).
Il Signore ha giurato a Davide †
e non ritratterà la sua parola: *
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!
Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza †
e i precetti che insegnerò ad essi, *
anche i loro figli per sempre
sederanno sul tuo trono».
Il Signore ha scelto Sion, *
l'ha voluta per sua dimora:
«Questo è il mio riposo per sempre; *
qui abiterò, perché l'ho desiderato.
Benedirò tutti i suoi raccolti, *
sazierò di pane i suoi poveri.
Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, *
esulteranno di gioia i suoi fedeli.
Là farò germogliare la potenza di Davide, *
preparerò una lampada al mio consacrato.
Coprirò di vergogna i suoi nemici, *
ma su di lui splenderà la corona».
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Dio ha dato al Cristo il trono di Davide,
il suo regno sarà senza fine.
Versetto
V. Il Verbo è la luce vera
R. che illumina ogni uomo.
Prima Lettura
Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 4, 2-18
Esortazione alla vigilanza. Conclusione della lettera
Fratelli, perseverate nella preghiera e vegliate in essa,
rendendo grazie. Pregate anche per noi, perché Dio ci apra la
porta della predicazione e possiamo annunziare il mistero di
Cristo, per il quale mi trovo in catene: che possa davvero
manifestarlo, parlandone come devo.
Comportatevi saggiamente con quelli di fuori; approfittate di
ogni occasione. Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito
di sapienza, per sapere come rispondere a ciascuno.
Tutto quanto mi riguarda ve lo riferirà Tìchico, il caro
fratello e ministro fedele, mio compagno nel servizio del
Signore, che io mando a voi, perché conosciate le nostre
condizioni e perché rechi conforto ai vostri cuori. Con lui
verrà anche Onèsimo, il fedele e caro fratello, che è dei
vostri. Essi vi informeranno su tutte le cose di qui.
Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il
cugino di Barnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni
—se verrà da voi, fategli buona accoglienza —e Gesù, chiamato
Giusto. Di quelli venuti dalla circoncisione questi soli hanno
collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di
consolazione. Vi saluta Epafra, servo di Cristo Gesù, che è dei
vostri, il quale non cessa di lottare per voi nelle sue
preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i
voleri di Dio. Gli rendo testimonianza che si impegna a fondo
per voi, come per quelli di Laodicèa e di Geràpoli. Vi salutano
Luca, il caro medico, e Dema.
Salutate i fratelli di Laodicèa e Ninfa con la comunità che si
raduna nella sua casa. E quando questa lettera sarà stata letta
da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e
anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi. Dite ad Archippo:
«Considera il ministero che hai ricevuto nel Signore e vedi di
compierlo bene».
Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle
mie catene. La grazia sia con voi.
Responsorio Col 4, 3; cfr. Sal 50, 17
R. Preghiamo gli uni per gli altri, perché Dio ci apra la porta
della parola, * per annunziare il mistero di Cristo.
V. Il Signore ci apra le labbra, e la bocca proclami la lode di
Dio,
R. per annunziare il mistero di Cristo.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 194, 3-4; Pl 38, 1016-1017)
Saremo saziati dalla visione del Verbo
Chi potrà mai conoscere tutti i tesori di sapienza e di
scienza che Cristo racchiude in sé, nascosti nella povertà della
sua carne? «Per noi, da ricco che era, egli si è fatto povero,
perché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà»
(cfr. 2 Cor 8, 9). Assumendo la mortalità dell'uomo e subendo
nella sua persona la morte, egli si mostrò a noi nella povertà
della condizione umana: non perdette però le sue ricchezze quasi
gli fossero state tolte, ma ne promise la rivelazione nel
futuro. Quale immensa ricchezza serba a chi lo teme e dona
pienamente a quelli che sperano in lui!
Le nostre conoscenze sono ora imperfette e incomplete, finché
non venga il perfetto e il completo. Ma proprio per renderci
capaci di questo egli, che è uguale al Padre nella forma di Dio
e simile a noi nella forma di servo, ci trasforma a somiglianza
di Dio. Divenuto figlio dell'uomo, lui unico figlio di Dio,
rende figli di Dio molti figli degli uomini. Dopo aver nutrito
noi servi attraverso la forma visibile di servo, ci rende
liberi, atti a contemplare la forma di Dio.
Infatti «noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato
ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà
manifestato, noi saremo simili a lui perché lo vedremo così come
egli è» (1 Gv 3,2). Ma che cosa sono quei tesori di sapienza e
di scienza, che cosa quelle ricchezze divine, se non la grande
realtà capace di colmarci pienamente? Che cosa è
quell'abbondanza di dolcezza se non ciò che è capace di
saziarci?
Dunque: «Mostraci il Padre e ci basta» (Gv 14, 8). E in un salmo
una voce, che ci interpreta o parla per noi, dice rivolgendosi a
lui: «Sarò saziato all'apparire della tua gloria» (cfr. Sal 16,
15). Egli e il Padre sono una cosa sola e chi vede lui vede
anche il Padre. «Il Signore degli eserciti è il re della gloria»
(Sal 23, 10). Facendoci volgere a lui, ci mostrerà il suo volto
e saremo salvi; allora saremo saziati e ci basterà.
Ma fino a quando questo non avvenga e non ci sia mostrato quello
che ci appagherà, fino a quando non berremo a quella fonte di
vita che ci farà sazi, mentre noi camminiamo nella fede,
pellegrini lontani da lui, e abbiamo fame e sete di giustizia e
aneliamo con indicibile desiderio alla bellezza di Cristo che si
svelerà nella forma di Dio, celebriamo con devozione il Natale
di Cristo nato nella forma di servo.
Se non possiamo ancora contemplarlo perché è stato generato dal
Padre prima dell'aurora, festeggiamolo perché nella notte è nato
dalla Vergine. Se non lo comprendiamo ancora, perché il suo nome
rimane davanti al sole (cfr. Sal 71, 17), riconosciamo il suo
tabernacolo posto nel sole. Se ancora non vediamo l'Unigenito
che rimane nel Padre, ricordiamo «lo sposo che esce dalla stanza
nuziale» (cfr. Sal 18, 6). Se ancora non siamo preparati al
banchetto del nostro Padre, riconosciamo il presepe del nostro
Signore Gesù Cristo.
Responsorio 1 Gv 1, 2; 5, 20
R. La vita si è fatta visibile, e noi l'abbiamo veduta; vi
annunziamo la vita eterna * che era presso il Padre.
V. Sappiamo che il Figlio di Dio è venuto, e ci ha dato
l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero
Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo,
R. che era presso il Padre.
Orazione
O Dio, che nella nascita del tuo unico Figlio hai dato
mirabile principio alla nostra redenzione, rafforza la fede del
tuo popolo, perché sotto la guida del Cristo giunga alla mèta
della gloria eterna. Per il nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio. |