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APRILE
II SETTIMANA DI PASQUA - GIOVEDÌ
SANTO STANISLAO (m)
Vescovo e martire
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Venite, adoriamo il re dei martiri,
Cristo Signore.
SALMO 94 Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o
66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi »
(Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete
l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.
Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.
Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:
pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
1^ Antifona
Tu ci salvi, Signore:
celebriamo il tuo nome per sempre, alleluia.
SALMO 43, 2-9 (I) Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù
di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).
Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, †
i nostri padri ci hanno raccontato
l'opera che hai compiuto ai loro giorni, *
nei tempi antichi.
Tu, per piantarli, con la tua mano
hai sradicato le genti, *
per far loro posto, hai distrutto i popoli.
Poiché non con la spada conquistarono la terra, *
né fu il loro braccio a salvarli;
ma il tuo braccio e la tua destra
e la luce del tuo volto, *
perché tu li amavi.
Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.
Per te abbiamo respinto i nostri avversari, *
nel tuo nome abbiamo annientato
i nostri aggressori.
Infatti nel mio arco non ho confidato *
e non la mia spada mi ha salvato,
ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, *
hai confuso i nostri nemici.
In Dio ci gloriamo ogni giorno, *
celebrando senza fine il tuo nome.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Tu ci salvi, Signore:
celebriamo il tuo nome per sempre, alleluia.
2^ Antifona
Perdona il tuo popolo, Signore;
non ci esporre alla vergogna.
SALMO 43, 10-17 (II) Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù
di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).
Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, *
e più non esci con le nostre schiere.
Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari *
e i nostri nemici ci hanno spogliati.
Ci hai consegnato come pecore da macello, *
ci hai dispersi in mezzo alle nazioni.
Hai venduto il tuo popolo per niente, *
sul loro prezzo non hai guadagnato.
Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini, *
scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.
Ci hai resi la favola dei popoli, *
su di noi le nazioni scuotono il capo.
L'infamia mi sta sempre davanti *
e la vergogna copre il mio volto
per la voce di chi insulta e bestemmia, *
davanti al nemico che brama vendetta.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Perdona il tuo popolo, Signore;
non ci esporre alla vergogna.
3^ Antifona
Sorgi, Signore,
salvaci nella tua misericordia, alleluia.
SALMO 43, 18-27 (III) Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù
di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).
Tutto questo ci è accaduto †
e non ti avevamo dimenticato, *
non avevamo tradito la tua alleanza.
Non si era volto indietro il nostro cuore, *
i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;
ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli *
e ci hai avvolti di ombre tenebrose.
Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio *
e teso le mani verso un dio straniero,
forse che Dio non lo avrebbe scoperto, *
lui che conosce i segreti del cuore?
Per te ogni giorno siamo messi a morte, *
stimati come pecore da macello.
Svegliati, perché dormi, Signore? *
Destati, non ci respingere per sempre.
Perché nascondi il tuo volto, *
dimentichi la nostra miseria e oppressione?
Poiché siamo prostrati nella polvere, *
il nostro corpo è steso a terra.
Sorgi, vieni in nostro aiuto; *
salvaci per la tua misericordia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Sorgi, Signore,
salvaci nella tua misericordia, alleluia.
Versetto
V. Dio ha fatto risorgere Cristo Signore, alleluia;
R. con la sua potenza farà risorgere anche noi, alleluia.
Prima Lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo 3, 1-22
Messaggio alle chiese di Sardi, Filadelfia e Laodicea
Io, Giovanni, udii il Signore che mi diceva:
«All'angelo della Chiesa di Sardi scrivi:
Così parla colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette
stelle: Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei
morto. Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire,
perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio.
Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e
ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro
senza che tu sappia in quale ora io verrò da te. Tuttavia a
Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi
mi scorteranno in vesti bianche, perché ne sono degni. Il
vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò
il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al
Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò
che lo Spirito dice alle chiese.
All'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi:
Così parla il Santo, il Verace,
colui che ha la chiave di Davide:
quando egli apre nessuno chiude,
e quando chiude nessuno apre (cfr. Is 22, 22).
Conosco le tue opere. Ho aperto davanti a te una porta che
nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai
osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. Ebbene,
ti faccio dono di alcuni della sinagoga di satana — di quelli
che si dicono Giudei, ma mentiscono perché non lo sono —: li
farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io
ti ho amato. Poiché hai osservato con costanza la mia parola,
anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per
venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti
della terra. Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché
nessuno ti tolga la corona. Il vincitore lo porrò come una
colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò
su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio,
della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio
Dio, insieme con il mio nome nuovo. Chi ha orecchi, ascolti ciò
che lo Spirito dice alle chiese.
All'angelo della chiesa di Laodicèa scrivi:
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio
della creazione di Dio: Conosco le tue opere: tu non sei né
freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei
tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti
dalla mia bocca. Tu dici: "Sono ricco, mi sono arricchito; non
ho bisogno di nulla", ma non sai di essere un infelice, un
miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare
da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti
bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e
collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. Io tutti
quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque
zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno
ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò
con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di
me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il
Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo
Spirito dice alle chiese.
Responsorio Cfr. Ap 3, 20; 2, 7
R. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, * verrò
da lui, cenerò con lui ed egli con me, alleluia.
V. Al vincitore darò da mangiare il frutto dell'albero della
vita, che sta nel paradiso di Dio;
R. verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me, alleluia.
Seconda Lettura
Dalle «Lettere» di san Cipriano, vescovo e martire
(Lett. 58, 8-9. 11; CSEL 3, 663-666)
Combattendo la battaglia della fede
Mentre lottiamo e combattiamo la battaglia della fede, Dio ci
guarda, ci guardano i suoi angeli, ci guarda anche Cristo. Che
onore grande e che felicità combattere sotto lo sguardo di Dio,
essere coronati da Cristo giudice!
Armiamoci, fratelli carissimi, raccogliamo tutte le forze e
disponiamoci alla battaglia con animo integro, con fede piena e
con virtù solide. Tutte le schiere di Dio avanzino così verso il
combattimento che devono sostenere.
L'Apostolo c'insegna ad armarci e a prepararci dicendo: «Cinti i
fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia,
e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il
vangelo della pace, tenete sempre in mano lo scudo della fede,
con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del
maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello
Spirito, cioè la Parola di Dio» (Ef 6, 14-17).
Prendiamo queste armi, muniamoci di queste difese spirituali e
celesti per poter resistere e respingere gli assalti del diavolo
nel giorno del male.
Rivestiamoci della corazza della giustizia, perché il nostro
petto sia difeso e protetto contro i colpi del nemico. I nostri
piedi siano calzati e muniti dell'insegnamento evangelico.
Cominciando così a calpestare e a schiacciare il serpente, non
saremo morsi e vinti da lui.
Teniamo saldamente lo scudo della fede, perché contro di esso si
estingua ogni dardo infuocato che il nemico ci scaglia addosso.
Prendiamo anche a protezione della testa l'elmo spirituale, per
difendere i nostri orecchi dall'ascolto di parole mortifere, i
nostri occhi da immagini detestabili. Sia premunita la fronte
per conservare inviolato il segno di Dio, la nostra bocca per
confessare vittoriosamente il Signore Gesù Cristo.
Armiamo anche la nostra destra con la spada spirituale, perché
respinga vigorosamente i sacrifici immondi e, memore
dell'Eucaristia, prenda il corpo del Signore, lo stringa in
attesa di ricevere poi da Dio il premio delle celesti corone.
Queste cose, fratelli carissimi, restino nei vostri cuori. Se,
mentre pensiamo e meditiamo queste cose, arriverà il giorno
della persecuzione, il soldato di Cristo, istruito dai suoi
precetti e dai suoi moniti, non temerà la battaglia, ma sarà
pronto per la corona.
Responsorio R. Per il suo Dio santo Stanislao ha lottato
fino alla morte, ha superato la prova: * la sua forza era
Cristo, alleluia.
V. Alla vita in questo mondo ha preferito il regno dei cieli:
R. la sua forza era Cristo, alleluia.
Orazione
Signore, che al santo vescovo Stanislao hai dato la grazia di
concludere con il martirio il suo servizio pastorale, concedi
anche a noi, che lo veneriamo come intercessore, di perseverare,
forti nella fede, per tutti i giorni della nostra vita. Per il
nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio. |