Parrocchia Basilica di Santa Maria di Nazareth - Sestri Levante  

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BASILICA DI S.M. NAZARETH SESTRI LEVANTE

  

Alberto Fazzeri

Guida per la Visita 

alla Basilica di 

Santa Maria di Nazareth 

in Sestri Levante

 

 

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Introduzione

  

Gentile visitatore, eccoti una guida per ammirare in modo meno anonimo questa Basilica che, se pur può sembrare meravigliosa, rischia di rimanere un capolavoro ignoto mentre, in realtà, è frutto di secoli di storia, di tradizione e soprattutto di fede.

 

Per facilitare la tua visita, ho studiato un percorso che ti accompagnerà dalla porta centrale fino all’esterno della chiesa.

La spiegazione di ogni opera è preceduta da un trattino; inoltre ho posto questo segno [[ allo inizio e questo ]] alla fine di ogni descrizione artistica e questo ** prima e dopo ogni descrizione storica, in modo da consentirti, saltandole, una lettura più spedita, se non hai troppo tempo per la visita.                                  

L’autore Alberto Fazzeri 

 

La Chiesa di Santa Maria di Nazareth

 

Sestri Levante, anno 1368

Nell’anno 1368, vicino al porto della cittadella di Sestri Levante, viene edificata da Guglielmo Doice una cappella “in Burgo Arene” dedicata a N. S. di Loreto, negli orti della parrocchiale di San Nicolò dell’Isola.

  

Nel 1422 essa viene incorporata ed annessa alla suddetta parrocchiale e, nel 1582, eletta in coadiutoria perpetua.  
   

Sestri Levante (inizio sec. XIX)

Cappella N.S. di Loreto

 

Tracce dell’antica cappella si trovano nella struttura della sacrestia dell’attuale Basilica e precisamente in quella del vescovo.

  

Estendendosi la città di Sestri ormai sull’istimo definitivamente consolidato, occorreva una Chiesa parrocchiale più spaziosa e vicina di San Nicolò, situata nella parte fortificata dell’Isola.

  

Fondazione della Chiesa di Santa Maria di Nazareth, anno 1604

La chiesa di Santa Maria di Nazareth vede cosi la luce nel 1604 ed è ultimata in poco più di dodici anni, su terreno in parte donato dalla nobile famiglia dei Bolasco e su progetto dell’architetto Gio Batta Carbone.

     

Navata di Destra

Navata Centrale Navata di Sinistra

    

[[ La pianta della chiesa, secondo lo spirito della Controriforma, è basilicale, divisa in tre navate di cui la sola centrale terminante in una profonda abside. Le navate sono delimitate da pilastri quadrangolari ed archi a tutto sesto. La navata centrale, sopraelevata, è coperta con volta a botte lunettata; sulle navate laterali ci sono piccole volte a crocera. La chiesa è luminosa, scenografica e festosa, armonica nei suoi elementi architettonici e nell’atmosfera rosata delle sue decorazioni.]]

  

Fabbricata al principio del XVII secolo, ha i suoi principali ornamenti nel XVII e nel XVIII secolo, periodo d’oro dell’arte genovese.

  

[[ I pilastri dovevano essere in origine più sottili poiché nelle “Deliberazioni della Compagnia di N. S. del Suffragio”, sotto l’anno 1797, si accenna a modifiche da eseguire alle tappezzerie “a cagione dell’ingrossamento dei pilastri”, e un cartiglio, nascosto dall’organo, dipinto sulla parete di fondo del tempio dice: “Erecta 1616 - Primo Restaurata 1791 - Secondo 1887 - Oper Paulo Piazza”.]]

    

Navata di Sinistra

   

Lapide marmorea

La lapide marmorea, a destra, entrando per la porta principale, da dove iniziamo la nostra visita, suona cosi:

“O Vergine tre volte gloriosa - a Te, Madre di Dio, Maria di Nazareth - questo tempio - dalla prima pietra al tetto costruimmo - durante la dedicazione e consacrazione di esso l’Illustrissimo e Reverendissimo Francesco Giovanni Spinola - Vescovo e Conte di Brugnato - concesse 40 giorni di indulgenza ai pii visitatori - ad ogni ricorrenza anniversaria - nell’anno del Parto della Vergine 1624 - addì 21 giugno”.

  

Il battistero

Il primo luogo che incontriamo, procedendo a destra della porta principale, è il Battistero, racchiuso da una preziosa cancellata in ferro battuto.

Esso è sistemato alla fine del XIX secolo per interessamento dell’allora Arciprete Mons. Vincenzo Podestà. E' composto dal Fonte Battesimale e dal frammento marmoreo che “era la parte più elevata dell’antico Altar Maggiore (il Tabernacolo), dai gentili colonnati a vari finissimi marmi”, pittorica struttura cinquecentesca.  

 

  

L'altare di N.S. della Salute

Successivamente incontriamo l’altare di N. S. della Salute. La pala seicentesca che lo sovrasta è di autore ignoto.

La Vergine è attorniata dai Santi Francesco e Domenico, dall’Angelo Custode, da San Salvatore D’Horta, dalle anime purganti in basso e, in primissimo piano a sinistra, su una nube, assistita da putti, Santa Caterina da Genova.

** E’ l’altare della Compagnia di N. S. del Suffragio, primitivo titolo della Vergine, esistente in Sestri e aggregata all’Arciconfraternita di Roma il 1 luglio 1725.**

  

S. Maria di Nazareth, tela

Subito dopo, sulla porta laterale, incontriamo una tela raffigurante S. Maria di Nazareth che la tradizione vuole sia l’antica pala del primo Altar Maggiore.

  

Martirio di S. Caterina d'Alessandria, tela

Percorrendo questa navata, s’incontra la pala (tela, cm. 300x200) del Martirio di S. Caterina d’Alessandria.

Il dipinto, quasi totalmente annerito, è opera di Castellino Castello (1576 - 1649) allievo di Giovanni Battista Paggi. 

[[ La chiara levità del tondeggiante volto della santa, in piena luce, si contrappone alle ampie, drammatiche forme manieristiche dei soldati riversi.]]

    

Altare di Santa Caterina d'Alessandria

E’ l’altare della Confraternita dei Disciplinati di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, istituzione tutt’ora esistente e funzionante attualmente nella Chiesa di San Pietro in Vincoli.

[[Esso, privo di tabernacolo, è fiancheggiato da colonne tortili che poggiano su alte basi ruotate rispetto alla parete. Un frontale ondulato sormontato dalla statua marmorea di S. Giovanni Battista e da due angioletti, corona 1‘opera.]]

  

Altare di S. Erasmo

Simile al precedente è il ricco altare del XVII secolo, detto di Sant’Erasmo, poiché c’è il Santo Vescovo che troneggia sul frontale con una candela nella mano sinistra mentre con la destra è intento a sollevare il piviale.

Nella seicentesca tela, di autore ignoto, vi sono rappresentati la B. V. Maria con il Bambino Gesù tra i Santi Nicolò ed Erasmo, alla sua sinistra, Leonardo e Pietro, alla sua destra.

** E’ l’altare dei pescatori e dei naviganti, come simboleggia il veliero riprodotto in una formella marmorea sovrastante l’altare. In Sestri esisteva una Confraternita dedicata a S. Erasmo e, nelle strade del borgo antico, si possono notare rappresentazioni del Santo in alcune facciate di case di proprietà dell’omonima Congregazione. **

 

Altare dell'Immacolata

Al culmine della navata destra della Basilica, troviamo l’altare dell’Immacolata.

[[ Esso è fiancheggiato da due colonne in marmo nero sormontate da un timpano spezzato, con al centro un dipinto raffigurante due putti. La parte centrale dell’altare e rimaneggiato; al centro vi è una nicchia vetrata con dentro, circondata da un fondo azzurro dal quale si dirama un roseto, la statua dell’Immacolata (sec. XIX).]]  

  

L’altare è fatto erigere da Mons. Giovanni Battista De Dece (vescovo di Brugnato dal 1663 al 1696) davanti al quale è sepolto.

Purtroppo l’attuale pavimentazione della cappella ha sacrificato la lapide marmorea che, sicuramente, copriva la sepoltura dell’illustre prelato.

Del vescovo di Brugnato vi è, però, un’epigrafe dedicatoria in fondo alla chiesa, entrando a sinistra, proveniente dal presbiterio.

L’altare dedicato oniginariamente a San Gaetano, racchiudeva un grande dipinto del Santo, orante davanti alla Beata Vergine con il Bambino.

Gli stemmi gentilizi, alla base delle colonne delle balaustre, abrasi nel 1797 sono, forse, dello stesso vescovo Do Dece.

   

Affreschi della volta

 

 

 

Il Presbiterio

 

L'Altar Maggiore

Al centro del presbiterio, ben delimitato dalla solenne balaustrata e sopraelevato di tre gradini dal resto della Basilica, sorge l’Altar Maggiore in marmi policromi che, col soprastante candido gruppo marmoreo, è opera di Francesco Schiaffino (1689 - 1763/65), come documenta anche la lapide a tergo della scultura “Opera insigne del Cavalier Francesco Schiaffino, lo Altar Maggiore e la statua mirabilmente scolpita della Beata Vergine. Mons. Domenico Tatis, Conte e Vescovo di Brugnato, a Dio, in onore della Beata Vergine Maria di Nazareth dedicò e consacrò, addì 5 settembre 1762”.  

  

 

[[(Sembrerebbe un’Assunta se non si vedesse, in basso a destra, la casetta di Nazareth, particolare da cui prende il nome la scultura. Una nube di putti solleva in alto l’estatica, regale figura della Vergine. Il berniniano, commosso mondo dello Schiaffino, il suo pittorico contrasto di piani ed insieme la sua grazia settecentesca sembrano scendere da quella scultura, sui cherubini sbucanti dalle volute marmoree e pervade tutta la chiesa. L’artista si distingue fra gli scultori genovesi della sua epoca, tra cui lo stesso fratello, Bernardo, per una grazia di composizione tutta personale e per una modellazione intensa.]]

  

Sfondo prospettico del presbiterio e del coro

Sfondo all’opera dello Schiaffino, un gioco di prospettive sui muri del presbiterio e del coro dei pittori prospettici Rocco Costa e Giuseppe Galeotti, dipinti nel 1770.

  

    
      

Rivive in questi affreschi, restaurati nel 1926 da Oldoino Multedo con l’aiuto di Giulio Corio e Gioacchino Aluffo e, nel 1997/98, da un’equipe guidata da Bruno Zanardi, quell’ aureo mondo architettonico che era stato il vanto della pittura decorativa genovese del Sei-Settecento e che, appunto, con il Galeotti, gettava gli ultimi, vividi bagliori.  

 

[[ Sul tono bruno dell’insieme, fughe prospettiche di inghirlandati colonnati azzurri su alti basamenti, archi, nicchie, architravi, ambulacri inondati di sole, balconate fiorite.

Le figure degli Evangelisti con i loro simboli, stanno sui piedistalli, quali maestose statue viventi. Richiama questa fantasiosa prospettiva una pittura parietale pompejana di secondo stile.

Lo scenario si apre su un lembo celestino di cielo: la Madonna, ammantata di vivaci colori, si leva verso l’alto dove, tra gli angeli, la Trinità l’attende.]]  

   

Cattedra Episcopale

Esempio di scultura lignea genovese del secolo XVI è la Cattedra Episcopale che troneggia in “Cornu Evangeli”.

[[ Levigati lo schienale ed il sedile, sobria e raccolta la decorazione cinquecentesca: ai lati, a comincia re dall’alto, devote figure di santi guerrieri sorretti da angeli-cariatidi, le mani giunte, sbucanti da un motivo ornamentale. 

Piccoli balaustri reggono i braccioli sul cui frontespizio angeli-cariatidi incrociano le mani sul petto. Sotto, ai lati, bizzarre figure femminili dal volto barbuto emergono da un motivo di volute e di frutta.]]  

 

** Per secoli la Collegiata Perinsigne di Sestri funziona di fatto come Cattedrale e molti vescovi di Brugnato, dal secolo XVI al XVIII, dimorano a Sestri per gran parte dell’anno. Alcuni, addirittura, vi trasferiscono l’intera Curia e la Santa Sede concede di poter celebrare qui la Santa Messa Crismale.

Il 22 giugno 1962, la Collegiata Perinsigne di Santa Maria di Nazareth viene elevata al titolo di Basilica Romana Minore ed è dichiarata ufficialmente Concattedrale.

Nel novembre del 1969, la cattedra viene privata della settecentesca gradinata in marmo che la regge. **

   

Pietre tombali

Ai piedi della Cattedra episcopale, procedendo verso il lato opposto, si trovano quattro pietre tombali. La prima è di Mons. Bonifacio Lomellini, Arciprete e Canonico Metropolita di Genova, morto e sepolto a Sestri il 21/12/1728.  

La seconda è di Mons. Leopoldo Lomellini, vescovo di Brugnato dai 1722 al 1754, zio di Bonifacio, morto il 20/4/1 754.

La terza è di Mons. Antonio Paglietino, vescovo di Brugnato del 1571 al 1579, morto a Sestri il 17 ottobre 1579 e sepolto nella Chiesa primitiva. Detta lapide viene apposta nel 1612.

La quarta è la botola del sepolcro dei Canonici della Collegiata di Sestri Levante, dei quali parleremo quando visiteremo il Coro.

Accanto alla porta di accesso alla Sacrestia Maggiore, vi è un’altra lastra tombale, è quella di Mons. Agostino Saluzzo, vescovo di Aleria, Mariana e Accia in Corsica, trasferitosi in Sestri, ove muore il 20 febbraio 1746.

   

Il coro

Austero nella moderata ricerca di movimento è il Coro ligneo, eseguito nel 1742 da mastro Giuseppe Sciaccaluga e restaurato nel 1987.

Il Coro è formato da diciotto stalli maggiori e dodici minori più, al centro, quello episcopale con inginocchiatoio scolpito e monogramma mariano. 

Nella parte superiore dello stallo del vescovo, al centro, si trovano le insegne proprie: la mitria, il pastorale, l’Evangeliario e il vaso del Sacro Crisma. In alto, il festigio è lavorato a motivi barocchi. Gli altri stalli hanno un motivo di giglio nascente da coppa, rilevato.  

     
 

Il coro

La sagrestia

 
**
Il Coro era destinato all’Ufficiatura del Capitolo della Perinsigne Collegiata, formato da ben diciotto Canonici ed eretto nei 1775. Il luogo della comune sepoltura, che abbiamo incontrato in presbiterio, porta però la data del 1731, anteriore all’erezione. Essa si riferisce all’anno della costruzione del sepolcro, quando i diciotto sacerdoti erano soltanto Canonici onorari della Cattedrale di Brugnato.

Il Capitolo di S. Maria di Nazareth era formato da sei Canonici soprannumerari, otto prebendati e da quattro dignità ossia:

l’Arcidiacono, primo Canonico della Cattedrale, il quale ha il compito di sostituire il vescovo nelle celebrazioni solenni;

l’Arciprete, Canonico con funzione di parroco;  

il Penitenziere, Canonico che ha autorità di assolvere dai peccati i casi riservati al

vescovo;  

il Primicerio, Canonico con il compito di guidare il clero minore (di solito era il curate della Basilica) . **

  

Sul pavimento del Coro, dietro l’Altar Maggiore, troviamo la tomba di Mons. Giovanni Vincenzo Spinola, vescovo di Brugnato del 1623 al 1639, morto a Sestri il 23/6/1639. Come già detto è il vescovo che consacra la Collegiata e vi tiene il Primo Sinodo Diocesano. Sul retro dell’Altar Maggiore c’è la lapide tombale di Mons. Demenico Tatis, vescovo di Brugnato del 1754 al 1765, che, oltre al Sinodo Diocesano, fonda, nel 1763, un Seminario a Sestri. Muore a Levanto il 29 ottobre 1765. Sopra la lapide di Mons. Tatis vi è l’epigrafe marmorea dell’elezione di Santa Maria di Nazareth a Basilica Romana Minore del 1962.

  

 

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