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Parrocchia Basilica di Santa Maria di Nazareth - Sestri Levante
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BASILICA DI S.M. NAZARETH SESTRI LEVANTE |
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Introduzione |
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La Chiesa di Santa Maria di Nazareth |
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Sestri Levante, anno 1368 Nell’anno 1368, vicino al porto della cittadella di Sestri Levante, viene edificata da Guglielmo Doice una cappella “in Burgo Arene” dedicata a N. S. di Loreto, negli orti della parrocchiale di San Nicolò dell’Isola.
Nel
1422 essa viene incorporata ed annessa alla suddetta parrocchiale e, nel 1582, eletta in
coadiutoria perpetua.
Tracce dell’antica cappella si trovano nella struttura della sacrestia dell’attuale Basilica e precisamente in quella del vescovo. Estendendosi la città di Sestri ormai sull’istimo definitivamente consolidato, occorreva una Chiesa parrocchiale più spaziosa e vicina di San Nicolò, situata nella parte fortificata dell’Isola. Fondazione della Chiesa di Santa Maria di Nazareth, anno 1604 La chiesa di Santa Maria di Nazareth vede cosi la luce nel 1604 ed è ultimata in poco più di dodici anni, su terreno in parte donato dalla nobile famiglia dei Bolasco e su progetto dell’architetto Gio Batta Carbone.
[[ La pianta della chiesa, secondo lo spirito della Controriforma, è basilicale, divisa in tre navate di cui la sola centrale terminante in una profonda abside. Le navate sono delimitate da pilastri quadrangolari ed archi a tutto sesto. La navata centrale, sopraelevata, è coperta con volta a botte lunettata; sulle navate laterali ci sono piccole volte a crocera. La chiesa è luminosa, scenografica e festosa, armonica nei suoi elementi architettonici e nell’atmosfera rosata delle sue decorazioni.]]
Fabbricata al principio del XVII secolo, ha i suoi principali ornamenti nel XVII e nel XVIII secolo, periodo d’oro dell’arte genovese.
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Navata di Sinistra |
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Lapide
marmorea La
lapide marmorea, a destra, entrando per la porta principale, da dove
iniziamo la nostra visita, suona cosi: “O Vergine tre volte gloriosa - a Te, Madre di Dio, Maria di Nazareth - questo tempio - dalla prima pietra al tetto costruimmo - durante la dedicazione e consacrazione di esso l’Illustrissimo e Reverendissimo Francesco Giovanni Spinola - Vescovo e Conte di Brugnato - concesse 40 giorni di indulgenza ai pii visitatori - ad ogni ricorrenza anniversaria - nell’anno del Parto della Vergine 1624 - addì 21 giugno”.
L'altare di N.S. della Salute Successivamente
incontriamo l’altare di N. S. della Salute. La pala seicentesca che
lo sovrasta è di autore ignoto. La
Vergine è attorniata dai Santi Francesco e Domenico, dall’Angelo
Custode, da San Salvatore D’Horta, dalle anime purganti in basso e,
in primissimo piano a sinistra, su una nube, assistita da putti, Santa
Caterina da Genova. **
E’ l’altare della Compagnia di N. S. del Suffragio, primitivo
titolo della Vergine, esistente in Sestri e aggregata all’Arciconfraternita
di Roma il 1 luglio 1725.** S. Maria di Nazareth, tela Subito
dopo, sulla porta laterale, incontriamo una tela raffigurante S. Maria
di Nazareth che la tradizione vuole sia l’antica pala del primo
Altar Maggiore. Martirio di S. Caterina d'Alessandria, tela Percorrendo
questa navata, s’incontra la pala (tela, cm. 300x200) del Martirio
di S. Caterina d’Alessandria. Il dipinto, quasi totalmente annerito, è opera di Castellino Castello (1576 - 1649) allievo di Giovanni Battista Paggi. [[
La chiara levità del tondeggiante volto della santa, in piena luce,
si contrappone alle Altare di Santa Caterina d'Alessandria E’
l’altare della Confraternita dei Disciplinati di Santa Caterina d’Alessandria
d’Egitto, istituzione tutt’ora esistente e funzionante attualmente
nella Chiesa di San Pietro in Vincoli. [[Esso,
privo di tabernacolo, è fiancheggiato da colonne tortili che poggiano
su alte basi ruotate rispetto alla parete. Un frontale ondulato
sormontato dalla statua marmorea di S. Giovanni Battista e da due
angioletti, corona 1‘opera.]] Altare di S. Erasmo Simile
al precedente è il ricco altare del XVII secolo, detto di Sant’Erasmo,
poiché c’è il Santo Vescovo che troneggia sul frontale con una
candela nella mano sinistra mentre con la destra è intento a
sollevare il piviale. Nella
seicentesca tela, di autore ignoto, vi sono rappresentati la B. V.
Maria con il Bambino Gesù tra i Santi Nicolò ed Erasmo, alla sua
sinistra, Leonardo e Pietro, alla sua destra. **
E’ l’altare dei pescatori e dei naviganti, come simboleggia il
veliero riprodotto in una formella marmorea sovrastante l’altare. In
Sestri esisteva una Confraternita dedicata a S. Erasmo e, nelle strade
del borgo antico, si possono notare rappresentazioni del Santo in
alcune facciate di case di proprietà dell’omonima Congregazione. ** Altare dell'Immacolata Al
culmine della navata destra della Basilica, troviamo l’altare dell’Immacolata. [[
Esso è fiancheggiato da due colonne in marmo nero sormontate da un
timpano spezzato, con al centro un dipinto raffigurante due putti. La
parte centrale dell’altare e rimaneggiato; al centro vi è una
nicchia vetrata con dentro, circondata da un fondo azzurro dal quale
si dirama un roseto, la statua dell’Immacolata (sec. XIX).]]
L’altare
è fatto erigere da Mons. Giovanni Battista De Dece (vescovo di
Brugnato dal 1663 al 1696) davanti al quale è sepolto. Purtroppo
l’attuale pavimentazione della cappella ha sacrificato la lapide
marmorea che, sicuramente, copriva la sepoltura dell’illustre
prelato. Del
vescovo di Brugnato vi è, però, un’epigrafe dedicatoria in fondo
alla chiesa, entrando a sinistra, proveniente dal presbiterio. L’altare
dedicato oniginariamente a San Gaetano, racchiudeva un grande dipinto
del Santo, orante davanti alla Beata Vergine con il Bambino. Gli
stemmi gentilizi, alla base delle colonne delle balaustre, abrasi nel
1797 sono, forse, dello stesso vescovo Do Dece.
Affreschi della volta
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Il Presbiterio |
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[[(Sembrerebbe
un’Assunta se non si vedesse, in basso a destra, la casetta di
Nazareth, particolare da cui prende il nome la scultura. Una nube di
putti solleva in alto l’estatica, regale figura della Vergine. Il
berniniano, commosso mondo dello Schiaffino, il suo pittorico
contrasto di piani ed insieme la sua grazia settecentesca sembrano
scendere da quella scultura, sui cherubini sbucanti dalle volute
marmoree e pervade tutta la chiesa. L’artista si distingue fra gli
scultori genovesi della sua epoca, tra cui lo stesso fratello,
Bernardo, per una grazia di composizione tutta personale e per una
modellazione intensa.]] Sfondo prospettico del presbiterio e del coro Sfondo
all’opera dello Schiaffino, un gioco di prospettive sui muri del
presbiterio e del coro dei pittori prospettici Rocco Costa e Giuseppe
Galeotti, dipinti nel 1770.
Rivive
in questi affreschi, restaurati nel 1926 da Oldoino Multedo con l’aiuto
di Giulio Corio e Gioacchino Aluffo e, nel 1997/98, da un’equipe
guidata da Bruno Zanardi, quell’ aureo mondo architettonico che era
stato il vanto della pittura decorativa genovese del
Sei-Settecento e che, appunto, con il Galeotti, gettava gli ultimi,
vividi bagliori.
Cattedra Episcopale Esempio
di scultura lignea genovese del secolo XVI è la Cattedra Episcopale
che troneggia in “Cornu Evangeli”. [[ Levigati lo schienale ed il sedile, sobria e raccolta la decorazione cinquecentesca: ai lati, a comincia re dall’alto, devote figure di santi guerrieri sorretti da angeli-cariatidi, le mani giunte, sbucanti da un motivo ornamentale.
Pietre tombali Ai
piedi della Cattedra episcopale, procedendo verso La
seconda è di Mons. Leopoldo Lomellini, vescovo di Brugnato dai 1722
al 1754, zio di Bonifacio, morto il 20/4/1 754. La
terza è di Mons. Antonio Paglietino, vescovo di Brugnato del 1571 al
1579, morto a Sestri il 17 ottobre 1579 e sepolto nella Chiesa
primitiva. Detta lapide viene apposta nel 1612. La
quarta è la botola del sepolcro dei Canonici della Collegiata di
Sestri Levante, dei quali parleremo quando visiteremo il Coro. Accanto
alla porta di accesso alla Sacrestia Maggiore, vi è un’altra lastra
tombale, è quella di Mons. Agostino Saluzzo, vescovo di Aleria,
Mariana e Accia in Corsica, trasferitosi in Sestri, ove muore il 20
febbraio 1746.
Il coro Austero
nella moderata ricerca di movimento è il Coro ligneo, eseguito nel
1742 da mastro Giuseppe Sciaccaluga e restaurato nel 1987. Il Coro è formato da diciotto stalli maggiori e dodici minori più, al centro, quello episcopale con inginocchiatoio scolpito e monogramma mariano. Nella
parte superiore dello stallo del vescovo, al centro, si trovano le
insegne proprie: la mitria, il pastorale, l’Evangeliario e il vaso
del Sacro Crisma. In alto, il festigio è lavorato a motivi barocchi.
Gli altri stalli hanno un motivo di giglio nascente da coppa,
rilevato.
Il
Capitolo di S. Maria di Nazareth era formato da sei Canonici
soprannumerari, otto prebendati e da quattro dignità ossia: l’Arcidiacono,
primo Canonico della Cattedrale, il quale ha il compito di sostituire
il vescovo nelle celebrazioni solenni; l’Arciprete,
Canonico con funzione di parroco; il Penitenziere, Canonico che ha autorità di assolvere dai peccati i casi riservati al vescovo; il
Primicerio, Canonico con il compito di guidare il clero minore (di
solito era il curate della Basilica)
. ** Sul pavimento del Coro, dietro l’Altar Maggiore, troviamo la tomba di Mons. Giovanni Vincenzo Spinola, vescovo di Brugnato del 1623 al 1639, morto a Sestri il 23/6/1639. Come già detto è il vescovo che consacra la Collegiata e vi tiene il Primo Sinodo Diocesano. Sul retro dell’Altar Maggiore c’è la lapide tombale di Mons. Demenico Tatis, vescovo di Brugnato del 1754 al 1765, che, oltre al Sinodo Diocesano, fonda, nel 1763, un Seminario a Sestri. Muore a Levanto il 29 ottobre 1765. Sopra la lapide di Mons. Tatis vi è l’epigrafe marmorea dell’elezione di Santa Maria di Nazareth a Basilica Romana Minore del 1962. |
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